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Metarun, il futuro della corsa è firmato Asics

“Metarun”: oltre la corsa. Mai nome fu più indicato per una calzatura sportiva. Il nuovo prodotto appena lanciato worldwide da Asics è infatti molto più di una scarpa pensata per correre lunghe distanze. E’ anche è soprattutto una scommessa sul futuro stesso dell’azienda giapponese, che gioca così tutte le sue carte per restare tecnologicamente competitiva in un settore dove la concorrenza è ormai implacabile.

I numeri parlano da soli: per progettare da zero le Metarun, gli scienziati Asics hanno impiegato 3 anni durante i quali hanno lavorato senza limiti di tempo o budget. La mission era una e semplice: creare la miglior scarpa mai realizzata dalla casa di Kobe.

La sfida è stata raccolta da Tsuyoshi Nishiwaki, Executive Officer e Head of Research presso l’Istituto di Scienza dello Sport di Asics, che insieme al suo team di oltre 40 persone ha risposto proponendo oggi un prodotto che riassume in sé quattro brevetti e cinque nuove tecnologie.

Metarun Asics

Più che una scarpa, un simbolo e un esempio della capacità tecnologica di Asics, come testimonia anche il fatto che le Metarun saranno disponibili con una tiratura limitata a 60.000 paia in tutto il mondo, al prezzo di 250 euro. Ma anche e soprattutto un concentrato di tutte le tecnologie che vedremo da oggi in poi a cascata nei nuovi modelli prodotti dall’azienda giapponese, a partire dalle Kayano-gel 22.

“La sfida per creare la scarpa del futuro si gioca tutta sulla capacità di realizzare calzature che siano sempre più leggere e, contemporaneamente, sempre più stabili” ci ha spiegato Alistair Cameron, Ceo Asics Emea, durante la conferenza stampa di lancio delle Metarun, ospitata dalla Brunel University London.

Subito dopo, Cameron ci ha accompagnato sulla pista di atletica del college britannico, dove abbiamo finalmente messo alla frusta le nuove calzature. Sprezzanti del pericolo, abbiamo corso con il gruppo più veloce cercando di spingere le gambe al limite nel minor tempo possibile. La sfida era infatti capire se le scarpe mantengono le promesse e sostengono il passo anche quando il runner è stanco e la falcata diventa irregolare, scomposta, come per esempio accade alla fine di una lunga prestazione.

Certo, si è trattato solo di un assaggio, e bisognerà fare parecchia strada prima di poter dare un giudizio definitivo. Intanto però l’impressione è che le nuove Metarun facciano bene il loro lavoro, che si adattino davvero al piede del runner, rispettandone specifiche caratteristiche e peculiarità. E che siano stabili, persino più delle Kayano.

Sulla carta, la scarpa creata da Nishiwaki e dal suo staff nasce da un progetto che punta a migliorare quattro aspetti fondamentali: leggerezza, stabilità, calzata e ammortizzazione. All’atto pratico, le Metarun sono figlie di tre anni di sviluppo, di sperimentazione continua con materiali nuovi combinati in miscele e strutture sempre diverse (ne sono state sperimentate oltre 300), a ricercare l’equilibrio migliore tra flessibilità e resistenza.

E poi ovviamente di test, sia in laboratorio che su strada: «Runner professionisti hanno corso per noi chilometri e chilometri per mettere a dura prova un prototipo dopo l’altro – spiega Tsuyoshi Nishiwaki – una parte dei test sono stati condotti in laboratorio, dove avevamo la possibilità di applicare sensori a scarpe e atleti, di monitorare ogni movimento, di valutare appoggio e risposta dei materiali. L’altra parte è stata condotta su strada da runner che hanno messo a nostra disposizione la loro esperienza e feedback per aiutarci a migliorare. Tutta le tecnologia impiegata – aggiunge Nishiwaki – è tecnologia Asics, sviluppata in collaborazione con Università e centri di ricerca».

Tecnologia che si rispecchia ad esempio nell’intersuola FlyteFoam, realizzata incorporando fibre organiche e resa il 55% più leggera rispetto agli standard del settore, totalizzando ben 20 grammi di peso in meno per la scarpa. O ancora nel sistema adaptruss, che impiega un rinforzo in carbonio per garantire maggiore stabilità adattiva.

Meritano inoltre di essere menzionati la tomaia ottimizzata con un esoscheletro chiamato MetaClutch, lo strato in maglia jacquard capace di adattarsi meglio alla forma del piede sia da fermo che in movimento e, infine, l’X-GEL hybrid gel formulation, che secondo i tecnici Asics aumenta l’ammortizzazione del 18 per cento.

Insomma, le Metarun non sono solo un nuovo paio di scarpe ad alto contenuto tecnologico, ma anche e soprattutto la scommessa di un’azienda che gioca tutte le sue carte per restare rilevante oggi e nel futuro.

Fonte: wired.it