Archivio mensile:marzo 2016

Mangiare con cellulare

Telefonino a tavola: un rischio per la linea

La vita frenetica e lo stress lavorativo ci portano molto spesso a mangiare in fretta e distrattamente. Molte persone in pausa pranzo si ritrovano in un bar a consumare rapidamente un pasto con la sola compagnia di uno smartphone. In questo modo, non solo non ci si gode il momento, ma è molto facile ingrassare. Quando siamo a tavola dovremmo concentrarci su quello che stiamo facendo, così come quando compiamo qualsiasi altra azione. Il momento del pranzo o della cena è un momento di convivialità se si ha la fortuna di trascorrerlo in famiglia o comunque in compagnia, altrimenti è un modo per riposare la mente, godersi del buon cibo e rilassarsi.

Mangiare con un occhio al telefonino rispondendo ai messaggi, navigando sui social o addirittura chiacchierando con qualcuno dall’altra parte della cornetta è una distrazione pericolosa. In questo modo non solo non ci si rende conto della qualità di ciò che si sta consumando, ma nemmeno delle quantità. Il senso di fame non si placa mai perché il cervello non è in grado di concentrarsi anche su questo, essendo troppo impegnato a fare altro. Si continua quindi a mangiare per noia, per mettere qualcosa sotto i denti, per far passare il tempo.

Così, alla lunga, si ingrassa. La stessa cosa vale per chi consuma la pausa pranzo in piedi, per strada, passando da un ufficio all’altro e, mentre sbriga delle commissioni, o per chi accende la tv a tavola, evitando in questo modo qualsiasi forma di comunicazione verbale con il resto dei commensali. Per verificare quanto l’abitudine al multitasking sia diffusa durante i pasti a casa e se abbia o meno un effetto sia sugli aspetti psicosociali sia su quelli nutrizionali, i ricercatori del Center for Child and Family Health Promotion Research dell’Università del Minnesota di Minneapolis hanno condotto uno studio intervistando 1.800 genitori. I ricercatori hanno chiesto loro la frequenza con cui i figli a pranzo e a cena guardano la televisione, parlano al cellulare, mandano messaggi, giocano e ascoltano musica. Hanno voluto sapere, inoltre, se in famiglia ci siano regole precise in merito, e quanto viene considerato prezioso il tempo trascorso a tavola insieme ai figli. Ai ragazzi, inoltre, gli scienziati di Minneapolis hanno chiesto che rapporto hanno con la famiglia e quanto raccontano della loro vita e dei loro problemi ai genitori. I risultati non sono molto confortanti per quanto riguarda la tv.

Mangiare con cellulare

Due terzi dei genitori ha infatti ammesso di permettere la visione della TV durante i pasti. È andata meglio, invece, per l’uso degli smartphone, perché, anche se alcuni genitori hanno dichiarato di non porre divieti, il 75% degli intervistati ha invece affermato di limitare l’utilizzo di cellulari e dispositivi a tavola.Secondo quanto riferito sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, sono le ragazze giovani a utilizzare di più i telefoni a tavola e la permissività è più diffusa tra le fasce caratterizzate da un livello minore di istruzione e da un reddito inferiore. Impariamo a dare il buon esempio ai nostri figli, dunque, e spegniamo telefonini e tv non solo quando siamo a tavola in famiglia, ma anche quando ci ritroviamo a consumare un pasto da soli in pausa pranzo. Ne trarranno beneficio il corpo e la mente.

Fonte: DeAbyDay

Fitbit Blaze

Fitbit Blaze e Alta, focus su salute e fitness

Presentati a CES 2016, Fitbit Blaze e Alta più che smartwatch, veri feature-watch, sono ora disponibili sul mercato italiano. Il primo, Blaze al prezzo di 229,99 euro (IVA inclusa), Alta invece costa 139,99 euro. Bisogna essere chiari, Fitbit non propone ‘smartwatch’, ma prodotti specifici per il fitness e la salute. E in particolare Blaze e Alta sono indossabili che strizzano l’occhio a chi non può rinunciare all’eleganza di un oggetto bello da portare, oltre che funzionale. Ecco allora d’obbligo i cinturini intercambiabili, anche in metallo.

Blaze arriva con le funzionalità avanzate per gli allenamenti FitStar da visualizzare a video, PurePulse per monitorare il battito cardiaco e SmartTrack in grado di riconoscere gli esercizi e gli allenamenti. Si possono personalizzare le schermate a colori del dispositivo, decisamente più leggero del modello di punta che resta Fitbit Surge, l’unico con il ricevitore GPS (quello di Blaze è un GPS condiviso, non integrato) e dedicato agli atleti più impegnati.

La batteria di Blaze dura 5 giorni, e il dispositivo mantiene le notifiche di chiamate, SMS e alert di calendario. Fitbit ci tiene però a distinguere i propri prodotti dalla categoria smartwatch, un segmento su cui il futuro è tutt’altro che chiaro e il cui primo problema, se si vogliono dispositivi con tutte le funzionalità di uno smartphone, è proprio quello di autonomia scarsa, con un form factor ancora tutto da pensare, per competere con i veri orologi.

Fitbit Blaze

Giovanni Bergamaschi, country manager Fitbit Italia nella nostra videointervista è chiaro: “La nostra proposta non vuole essere onnicomprensiva, ma indirizzare bene, su un pubblico vasto, sia maschile che femminile, le esigenze relative all’attività fisica quotidiana e a parametri di base di salute, il sonno, il battito cardiaco, con un approccio però che vada incontro all’utente, e gli segnali le informazioni che contano, anche relative all’attività fisica, con l’obiettivo di motivare, uno strumento di base per raggiungere i propri obiettivi, anche di semplice movimento”.

Ecco quindi FitStar Personal Trainer per gli allenamenti con istruzioni e immagini sullo schermo attraverso tre dei più famosi esercizi di FitStar: Warm It Up (8 minuti), 7 Minuti di Workout e 10 minuti di addominali. A ogni persona, Fitbit offre la possibilità di personalizzare il proprio Blaze con cinturini in gomma di diversi colori (prezzo circa 30 euro), in pelle (100 euro), in acciaio (139,99 euro).

Fitbit Alta è invece un wearable da polso più semplice, più di un wellness wristband, un po’ meno di un feature-watch. E’ infatti un bracciale sottile, e pertanto molto ben indossabile anche con l’orologio, ma già con un proprio display (oled touch)e con caratteristiche avanzate come tutte le funzioni di monitoraggio dell’attività tipiche di Fitbit, ma non il rilevamento del battito cardiaco, quindi sì alle notifiche, sì ai richiami sull’attività da svolgere, sì a SmartTrack, ma senza i plus dei modelli top Blaze e ovviamente senza il supporto GPS di Fitbit Surge. Anche Fitbit Alta monitora il sonno notturno.

Fonte: itespresso.it