Archivio mensile:dicembre 2015

Ragazza esercizi

Chi fa esercizio fisico ha il cervello più grande

Mens sana in corpore sano. Duemila anni fa Giovenale aveva già capito tutto. Una ricerca finlandese ora conferma quell’affermazione, dimostrando un legame tra attività fisica e struttura del cervello.

Lo studio è stato compiuto da un team di scienziati dell’università di Jyväskylä, in Finlandia, su dieci coppie di gemelli omozigoti con abitudini fisiche diverse: un fratello attivo e l’altro sedentario. Dalla ricerca, pubblicata su Medicine and Science in Sports and Exercise, è emerso che i soggetti cresciuti con elevati livelli di costante attività fisica presentano una maggiore quantità di tessuti cerebrali, in particolare di materia grigia, in determinate regioni del cervello rispetto ai loro fratelli più “pigri”, nonostante lo stesso DNA e consuetudini alimentari simili. Una di queste zone cerebrali è proprio quella dedicata alla coordinazione corporea.

Le ricerche in merito sono ancora tutte da approfondire, ma i risultati dalla Finlandia rafforzano, per l’ennesima volta, il principio per cui fare attività fisica è il miglior modo per migliorare corpo e mente.

Fonte: sportoutdoor24.it

Le vacanze natalizie e i disturbi dell'umore

Le vacanze natalizie e i disturbi dell’umore

In un comunicato stampa della Brain & Behavior Research Foundation si sottolinea come il periodo natalizio e tutti i festeggiamenti del natale possono esacerbare i sintomi depressivi di persone che hanno subito un lutto di recente, che soffrono di disturbo affettivo stagionale o di depressione.

Chi si sente triste e depresso difficilmente si sente in sintonia con chi vuole invece festeggiare il Natale e tende a chiudersi ancora di più in se stesso; le feste di Natale dovrebbero essere invece un modo per uscire dall’isolamento, riunirsi con amici e parenti anziché incupirsi.

Chi è in cura per la depressione non deve assolutamente interrompere il trattamento durante le festività; chi si sente depresso, ma non ha ancora chiesto aiuto dovrebbe farlo.

Le vacanze natalizie e i disturbi dell'umore

E’ importante uscire, chiedere aiuto: guai a lasciarsi andare o a cercare conforto nell’alcol, poiché l’alcol è un potente sedativo e tende ad aumentare sentimenti come l’ansia, la depressione e lo stress.

E’ importante uscire, stare in compagnia anche se non ci sente in vena così come è importante, per l’umore, svolgere regolarmente attività fisica.

Spesso capita che le vacanze natalizie diventano un pretesto per rispolverare vecchi problemi famigliari: meglio accantonarli e concentrarsi solo su ciò che dona un senso di felicità.

Fonte: Il Giornale Salute

Dieta dopo Natale

Come dimagrire dopo le feste con le regole per tornare in forma

Dal tacchino allo zampone, dal panettone agli struffoli: secondo le statistiche ogni anno tra Natale e Capodanno si assumono più di ventimila calorie in più rispetto al resto dell’anno e a volte, le abbuffate si trasformano in qualche chiletto di troppo. Finite tutte le festività, inoltre, ci si sente gonfi, spossati, ma niente panico: tornare in forma si può, basta seguire alcune preziose regole.

Ecco le regole per tornare in forma dopo le feste

La prima cosa da evitare è quella di compensare gli eccessi con il digiuno che disorienta l’organismo ed inoltre abitua il corpo a non bruciare molte calorie.

Oltre al digiuno sono assolutamente sconsigliate le diete drastiche e ultrarapide. E’ preferibile disintossicare il corpo al massimo per un paio di giorni e proseguire con un’alimentazione regolare e soprattutto bilanciata. Leggete a tal proposito come sgonfiarsi dopo le feste con la dieta del limone.

Per accellerare il processo depurativo si consiglia di bere molti liquidi (acqua ma anche minestre, cibi molto idratanti come la frutta e la verdura).

Molti non sanno che gli ambienti troppo caldi favoriscono l’obesità. Controllate la temperatura della vostra casa tenendo il riscaldamento ad una temperatura tra i 21-22 gradi.

Dieta dopo Natale

Dopo le festività rientrare a pieno regime alle abitudini quotidiane può generare stress che di conseguenza fa aumentare la voglia di alimenti ipercalorici. E’ importante rilassare corpo e mente e ridurre le situazioni di ansia.

Andare a letto troppo tardi peggiora il metabolismo. Si consiglia, quindi di non fare costantemente le ore piccole come durante il periodo natalizio e rispettare gli orari Andare a letto presto è importante ma dormire bene e almeno sette ore per notte lo è ancora di più. Quando si riposa aumentano i livelli di leptina (ormone che ci fa dimagrire) e diminuiscono i livelli di gherlina (l’ormone che stimola l’appetito).

Dormire non basta. Per tornare in forma non si può prescindere dal fare movimento. Per i più pigri che non vogliono andare in palestra può essere sufficiente muoversi:

  • facendo le scale
  • camminando almeno venti minuti al giorno
  • tagliando l’erba del prato
  • facendo le pulizie di casa
  • correndo per dieci minuti

Un’attività fisica costante triplica gli effetti delle regole per tornare in forma: per l’anno nuovo, quindi, scegliete una disciplina sportiva da praticare con costanza e determinazione!

Allungamento muscolare

Lo stretching serve davvero?

Fare stretching può giovare a corpo e mente, se lo si pratica in modo corretto e nel momento giusto. Studi recenti, infatti, dicono che gli esercizi di allungamento prima di una gara potrebbero anche diminuire la prestazione, specie se non associati a un corretto riscaldamento. «Nuove ricerche mostrano anche che lo stretching prima dell’esercizio non previene gli infortuni, altra credenza comune da sfatare – fa notare Gianfranco Beltrami, medico dello sport, docente del corso di laurea in Scienze motorie dell’Università di Parma -. D’altro canto questa metodica può avere molti altri benefici che, non a caso, la rendono uno strumento molto apprezzato nella riabilitazione dopo eventuali interventi chirurgici o traumi all’apparato muscoloscheletrico».

Quali sono i suoi benefici?
«Coinvolgendo muscoli, tendini, ossa e articolazioni, può avere ricadute positive su tutto l’apparato locomotore, a partire da una migliore lubrificazione articolare, che può contrastare l’usura della cartilagine e quindi l’artrosi. Gli esercizi di allungamento aumentano la flessibilità e l’elasticità di muscoli e tendini, migliorano la coordinazione e, favorendo il rilassamento, riducono stress e tensioni. Lo stretching contrasta anche l’accorciamento dei tessuti (retrazione) , fenomeno legato all’invecchiamento che porta ad assumere posture scorrette. Infine, può essere di grande aiuto nei programmi di riabilitazione dopo interventi chirurgici o traumi per recuperare ampiezza di movimento».

Quando va praticato?
« Può essere praticato sia come forma di ginnastica vera e propria sia come serie di manovre da abbinare all’attività fisica prescelta. In generale è meglio eseguirlo al termine di una sessione di esercizio, mentre conviene evitarlo tra un esercizio e l’altro perché potrebbe aumentare il rischio di traumi. In passato lo si consigliava anche prima di un allenamento, ma recenti dati suggeriscono possibili effetti negativi sulle prestazioni. In questi casi il consiglio è quello di fare uno stretching molto blando, associandolo sempre a un buon riscaldamento. Per non correre rischi mentre si eseguono le manovre di allungamento è importante seguire alcune semplici regole, come, per esempio, non superare mai la soglia del dolore, non tenere la posizione troppo a lungo (di solito non oltre i 30 secondi) e, se lo si pratica prima di un’attività, non fare le manovre a freddo, ma dopo un breve riscaldamento di una decina minuti. Per ottenere i massimi benefici è importante anche la respirazione che deve essere rilassata e profonda».
Esistono esercizi migliori di altri?
«Esistono vari tipi di stretching, ma non si può dire che uno sia meglio di altri. Dipende dalle preferenze del singolo e soprattutto dagli obiettivi sportivi o riabilitativi che ci si pone».

Allungamento muscolare

Quali sono i tipi più noti di stretching?
«Quello che la maggior parte delle persone conosce e pratica è lo stretching statico attivo . Si esegue da soli e si basa sull’assunzione di alcune posizioni in cui si allungano i diversi muscoli per un tempo di circa 20-30 secondi. Esiste poi anche lo stretching statico passivo che segue i principi del precedente con la differenza che le diverse manovre vengono eseguite con il supporto di un partner, spesso un fisioterapista, o di macchinari. Un altro, più diffuso tra gli sportivi professionisti, è quello dinamico, in genere preparatorio al tipo di sport che si pratica. Consiste nel far oscillare in modo controllato gli arti o il busto e di solito si basa su una routine di movimenti che richiama il gesto sportivo».

Fonte: corriere.it

Donna muscolosa

Il gusto di essere più forte di un uomo…

Ero in palestra io e la mia compagna di allenamenti, Barbara… era già una buona ora che sollevavamo acciaio e io mi sentivo il sangue pompare i muscoli.

Una sensazione fantastica. Mi sentivo viva. Eccitata. Molto eccitata… di solito quando sono in questo stato la doccia gelata non basta… e poi vedevo il corpo della mia compagna di allenamento, così muscoloso e potente.

Cercavo di non pensarci. ma ogni cosa mi eccitava ancora di più. I suoi addominali… il suo seno… Sono stata sempre eterosessuale ma da quando ho iniziato la palestra beh le donne muscolose mi fanno impazzire.

Donna muscolosa

Insomma dopo una serie di addominali alla macchina non resistetti e le passai lentamente la mano sulla posa che stava facendo… uff…. la tensione sessuale si poteva toccare tanto era densa…

Mi calmai un po’ e dopo un po’ cominciammo a parlare dei nostri maritini. Intanto io non riuscivo a staccare lo sguardo dal quel suo aderente pantalone bianco che le fasciava il culo in una maniera perfetta. un culo che urla “palpami se hai il coraggio”. E quella maglietta annodata sotto il seno. AH…

Io invece sono più spregiudicata. Una coulotte ridottissima e un toppino ancora più ridotto… tutto ciò che deve essere coperto lo faccio nel modo più aderente possibile mentre lascio tutto il resto il più scoperto possibile. Mi piace creare tensione sessuale. Gli occhi degli uomini che mi guardano mi fanno allenare meglio… non so perché.

Insomma parlavamo dei nostri maritini… Il mio non ha mai fatto mezz’ora di palestra in vita sua e quindi prima era più forte di me ma dopo due mesi di palestra io riuscivo già a essere superiore in qualsiasi bodypart.

Invece il marito della mia compagna faceva palestra da una vita. Certo non era uno da Mr Universo però era messo bene e si allenava spesso da più di 10 anni.
Io e lei solo da quasi due anni. E lei mi diceva che guardava attentamente i chili che sollevava suo marito. E sia io che lei lo superavamo di gran lunga. Se ne era ormai accorta da qualche settimana. Io e lei in due anni avevamo raggiunto e superato un uomo che si allenava duramente da dieci anni.

Ok… questo era abbastanza… eravamo entrambe molto eccitate dalla presa di coscienza. E in più quella sera erano entrambi invitati a casa mia a mangiare. Dovevamo fare la doccia vestirci ed andare a preparare da mangiare.
Entrammo in doccia e sentivo l’acqua scorrere sui miei muscoli pompati. Mentre mi insaponavo vedevo Barbara fare la stessa cosa. Mi sembrava una tortura. Una voglia di fare sesso e non poterlo fare.

Mi asciugai e mentre cominciavo a vestirmi Barbara si avvicinò e mi sussurrò all’orecchio.

-Lo sento anch’io sai. Faccio una fatica a non saltarti addosso. Il sesso è tutto il giorno che ci circonda. E rende tutto elettrizzante. Ma siamo due donne sposate e dobbiamo fare le brave.

Dicendo questo fece scivolare la mano lungo il mio fianco.

Ribadisco io sono sempre stata strettamente eterosessuale… ma da quando ho messo su chili di muscoli provo un’attrazione irrefrenabile per le donne con i muscoli.

E poi Barbara per la serata si era vestita con un tubino bianco che le fasciava il corpo fino a sopra il seno e sotto arrivava al livello di una minigonna. Tacco alto.

-Oh mi sono messa qualcosa che raffredderà un po’ i nostri bollenti spiriti.

E mentre diceva questo fece una most muscular. Non pensava che io avevo una contro risposta.

Minigonna di jeans e cannottierina rosa. Tacco alto e autoreggenti. Mi alzai e risposi alla sua most muscular con un double biceps.

-Andiamo va che dobbiamo preparare da mangiare- Le dissi assestandole una bella manata sul suo bel culo.

Arrivammo a casa e cucinammo. Quando arrivarono a casa i maschietti rimasero impietriti per la potenza e la bellezza che i nostri corpi pompati emanavano. Eleganti e ancora una volta maledettamente sexy.

Mi avvicinai al mio e gli stampai un bacio che era un contratto per la serata in bianco. Lui fece scivolare la mano fino al culo saggiandone la durezza.
Io gli presi la mano la tolsi dal mio culo e dissi facendomi sentire
-Fai il bravo lo sai che effetto ti fa il mio culo no?

Mangiammo e parlammo del più e del meno fino a quando il marito di Barbara se ne esordì con un

-Ehi Adriana avete messo un bel po’ di muscoli tu e Barbara. Come è essere più forti del proprio marito.

Stavo per rispondere per le rime quando mio marito intervenne.

-Guarda io sono la persona più antisport del mondo. Ma da quando Adriana ha messo su tutti questi muscoli vivo in uno stato di perenne eccitazione sessuale. È la cosa migliore che poteva fare per il nostro rapporto e per se stessa. E non smetterò mai di ringraziarla abbastanza.

No ma dico… dove lo trovo uno meglio di così? Quelle poche parole mi misero il fuoco in corpo… comunque appena mio marito smesse di parlare Barbara disse.

-Ehi piccolo… guarda che io e la mia compagnuzza di allenamenti ti abbiamo superato da un sacco di tempo… siamo entrambe nettamente più forti di te- disse ed entrambe facemmo una double biceps…

-Si certo come no… Amore… sei una donna e ti alleni da soli due anni come pensi di essere più forte di me che sono dieci anni che mi alleno e sono un uomo?-

-Allora facciamola interessante, un classico braccio di ferro. – Disse Barbara

Incrociarono le braccia… e per quanto un po’ di sforzo Barbara lo stesse facendo, sapeva che lo poteva battere facilmente. E cominciò a giocarci.

-Dai uomo fammi vedere la tua possenza virile…- Giocava con il suo ego maschile come un gatto fa con il topo.

-Ok ora ti faccio vedere questi muscoli cosa sono capaci di fare- Strinse fortissimo la mano, facendogli male come il suo sguardo faceva trasparire, mentre con una differenza di forza impressionante lo battè.

La cosa passò così fra un scherzo e i complimenti di lui. Molto sportivo. mi sembrò di intravedere una belle erezione nel suo pantalone… Anche in quello di mio marito.

Finalmente Barbara e suo marito si avviarono verso casa.
Chiusi la porta con due mandate mi girai con lo sguardo di quella che non aveva aspettato nient’altro da tutta la sera.

Lo presi di peso e lo sbattei sul divano. Lo presi e lo spogliai io di forza. Gli tolsi i pantaloni e rimase li con i boxer bianchi e la sua erezione che faceva capolino.

-Oh si…. è tutta la sera che non aspetto altro… cosa ne pensi eh… sono ancora pompata dall’allenamento.-

Gli dissi mentre mi tolsi la canottierina e i tanga. Lui si avvicino e mi sbottonò la minigonna con i denti. Facemmo tutta la notta sesso in piedi io con ancora autoreggenti e tacchi alti.

Che vi posso dire…. essere una donna muscolosa è molto eccitante.

Fonte: palestrata.blogspot.it

adele

Adele e il segreto della sua dieta: “Ho smesso di..”

La cantante ha dovuto rinunciare a questa abitudine e ora si sente piena di energia
adele

In molti si sono chiesti come abbia fatto Adele a perdere ben trenta chili. Merito della dieta vegetariana e dell’attività fisica, certo, ma ha anche dovuto rinunciare ad un ‘vizietto’ tipicamente inglese. Al tabloid “Sun” ha infatti confessato che era solita “bere fino a dieci tazze di tè al giorno, con due zollette. In totale erano venti zollette a giornata“. Davvero troppo zucchero per una diva planetaria come lei.

Da buona inglese Adele è una grande appassionata di tè, ma per rimettersi in forma ha dovuto abbandonare la tradizionale bevanda britannica e ha ammesso che “ora non bevo più tè e ho più energia che mai!”.

E di energie gliene serviranno parecchie nei prossimi mesi. La cantante ha infatti ufficializzato, tra lacrime di commozione, il suo megatour negli Stati Uniti. Oltre cinquanta date, che la porteranno in giro per l’America da luglio a novembre 2016.

Fonte: tgcom24.it

Bicipiti

Ottenere il massimo dai bicipiti

La strada per ottenere delle braccia imponenti non può che prevedere un incremento di intensità nel workout di allenamento. Innanzitutto occorre allenarle, anche se con set più leggeri, due volte a settimana, stressando il tessuto muscolare più volte nell’arco del microciclo di allenamento si stimola maggiormente la crescita muscolare.

Nel microciclo settimanale un giorno deve essere dedicato completamente ai bicipiti e ai tricipiti, con esercizi di varie tipologie e diverse intensità di allenamento. Visto che stiamo costruendo il nostro piano di allenamento intorno ai muscoli delle braccia poniamo il giorno a loro dedicato subito dopo il giorno di riposo. Durante il giorno di riposo i muscoli si ricaricano di glicogeno, in questo modo saremo sicuri di dedicarci alle braccia con un allenamento ad alta intensità sfruttando il massimo dell’energia. disponibile.

Impostare un piano con gli accorgimenti appena esposti produce già un buon allenamento mirato per le braccia, ma possiamo ottenere di più!

Teniamo presente che sia i bicipiti che i tricipiti vengono attivati durante molti altri esercizi, nel caso specifico i tricipiti sono molto attivi durante gli esercizi per i pettorali, ed i bicipiti in molti esercizi per la schiena, tenendo conto di ciò noi possiamo utilizzare la seduta per il petto e quella per la schiena come sedute parziali per le braccia, aggiungendo quindi un singolo esercizio per i tricipiti dopo la seduta per il petto e un singolo esercizio di bicipiti dopo la seduta per la schiena otteniamo come risultato un forte stimolo all’ipertofia prolungato per quasi l’intero microciclo di allenamento.

Bicipiti

Principi per massimizzare l’allenamento delle braccia

Allenare i bicipiti con una serie subito dopo l’allenamento per la schiena, ogni due settimane variare l’intensità dello stimolo, anche utilizzando delle varianti.
Allenare i tricipiti con una serie subito dopo l’allenamento per il petto, anche in questo caso ogni due settimane variare intensità e tecnica per una stimolazione più profonda del muscolo.
Nella seduta di allenamento dedicata esclusivamente alle braccia scegliere un esercizio per ogni tipologia, ad esempio il primo esercizio per la forza, come i dip per i tricipiti che consentono di sollevare carichi elevati, in questo caso seguire i principi di allenamento per la forza, ovvero 6-8 ripetizioni con fase positiva esplosiva e fase negativa lenta e controllata.
Il secondo per la massa; come il curl alternato con manubri da seduto che possiede un discreto stimolo ipertrofico, in questo caso si obbedisce al principio di allenamento per la massa con 8-10 ripetizioni.
Il terzo per la definizione: come le spinte indietro per i tricipiti, questa categoria di esercizi non permette di utilizzare carichi elevati, da eseguire al termine della seduta con 10-12 ripetizioni.

Fonte: muscolab.net

Deltoidi

Deltoidi, come farli lavorare veramente

Un gruppo muscolare molto importante per un aspetto complessivamente massiccio è rappresentato dai deltoidi, purtroppo però pochi altri gruppi muscolari, sono così difficili da sviluppare. Forse solo i polpacci e gli avambracci presentano analoghe difficoltà, per cui la prima risposta potrebbe essere: è una questione genetica. Questo in parte é sicuramente vero soprattutto per i deltoidi o meglio per quello che c’è sotto il deltoide: un soggetto A con una buona distanza acromiale mostra certamente un aspetto delle spalle migliore rispetto a quello di un soggetto B con spalle strette; e il soggetto B non può pretendere di sviluppare diversi centimetri di capo laterale del deltoide per arrivare ad avere le spalle larghe come quelle di A.

La condizione genetica di avere le spalle strette va accettata tanto quanto quella di essere alti o bassi, ma questo non deve impedire la possibilità di allenare proficuamente i deltoidi nel migliore modo possibile.

Anatomicamente i deltoidi sono costituiti da tre capi: frontale, laterale e posteriore che si originano rispettivamente dalla clavicola, dall’acromion della scapola e dalla spina ancora della scapola. Tutti e tre i capi convergono in un unico tendine che si inserisce sull’omero. La funzione dei tre capi frontale, laterale e posteriore é quella di spostare rispettivamente il braccio in avanti, lateralmente e dietro, ma non da soli: in ognuno di questi movimenti i capi dei deltoidi sono sempre assistiti da altri muscoli. In altre parole non é possibile isolarne completamente l’azione poiché lavorano sempre in sinergia con il pettorale, il trapezio, il dorsale e il grande rotondo. In fisica un tipo di leva come quella della spalla é detta svantaggiosa in quanto la potenza (muscolo deltoide) é posta vicina al fulcro (articolazione) e lontana dalla resistenza (braccio con eventuale peso). Si aggiunge quindi un ulteriore problema tecnico logistico: non si può usare un grosso peso e se usato essendo eccessivo per il deltoide viene immediatamente bypassato sugli altri muscoli sinergici, primo fra tutti il trapezio.

Deltoidi

Nonostante il lento avanti nelle sue versioni, in piedi, seduto, con bilanciere e manubri sia uno degli esercizi ritenuto fondamentale per le spalle, ritengo che a) da un punto di vista bio-meccanico sia un esercizio di seconda scelta e b) viene comunemente eseguito in maniera sbagliata.

a) Se analizziamo l’esercizio, vediamo che il bilanciere dalle clavicole (posizione di partenza) viene sollevato sopra la testa fino alla completa distensione delle braccia (posizione di arrivo). Durante la traiettoria intervengono i deltoidi, i pettorali, il trapezio, il grande rotondo ed i tricipiti. Ma i nostri deltoidi lavorano in maniera concentrica solo fino a quando le braccia sono parallele al suolo e perpendicolari al busto; oltre questa posizione i deltoidi si contraggono ancora un po’ ma in un range ridottissimo, dopodiché rimangono fissati isometricamente mentre il resto della distensione viene svolta in maniera concentrica dal trapezio e dai tricipiti. Pertanto per ogni ripetizione di lento avanti avremo solo circa mezzo movimento concentrico che produce ipertrofia sul deltoide.

b) L’esecuzione comunemente eseguita di questo esercizio, sia per la sua discendenza dal powerlifting, sia per la tendenza delle palestre commerciali a convogliare sul multy power, prevede che il bilanciere partendo dalla base del collo percorra una traiettoria verticale sopra la testa e perpendicolare al suolo. Questo si ottiene spingendo la testa all’indietro e portando il busto, tramite l’inarcamento della bassa schiena, esattamente sotto il bilanciere. In questo modo il bilanciere può percorrere una traiettoria verticale e priva di ostacoli e che consente grazie anche al minimo dissipamento di forze stabilizzatrici, alzate consistenti.
Tale esecuzione però sposta completamente il sovraccarico dai muscoli target (i deltoidi) ad altri muscoli (pettorali e tricipiti) con scarico negativo sulla bassa schiena. Seduti poi su una panca inclinata di 70°-90° l’esercizio diventa sostanzialmente una duplicazione della panca inclinata!

Invece il busto va mantenuto perfettamente eretto con la curva lordotica della colonna vertebrale appiattita mediante retroversione del bacino. Il capo deve rimanere diritto e non iperesteso, con lo sguardo diritto davanti a sé. Con questo assetto impugniamo il bilanciere all’altezza delle clavicole e alziamolo sopra la testa…ops!? Dimenticavo di dirvi, attenti al mento!!!!! Il bilanciere col nuovo assetto e la testa dritta, non potrà più percorrere una traiettoria verticale e vi sbatterà sul mento! Ed é questa la chiave dell’esercizio o perlomeno il modo di renderlo più produttivo per i deltoidi. Il bilanciere dovrà alzarsi sopra la testa compiendo una traiettoria simile ad una parabola.

La correzione all’esecuzione classica del lento avanti, non é comunque sufficiente a interessare in pieno i deltoidi.
Il lento Scott, risulterebbe essere una scelta migliore. L’esercizio adotta alcuni stratagemmi: innanzitutto si usano i manubri in modo da avere la massima escursione articolare, poi partendo con i manubri davanti al petto si fanno ruotare di lato e poi spingendo dietro i gomiti si distendono le braccia, ma non completamente per minimizzare l’intervento del tricipite. In questo modo il deltoide viene lavorato totalmente in un range di movimento più ampio. Bisogna però fissare bene le spalle, evitare che con la stanchezza si alzino e producano una specie di scrollata. Le spalle devono rimanere basse e incassate. Bisogna abituarsi a sentire “fissato” il trapezio e “mobile” il deltoide. Pensate ad un pugile che con le spalle ferme slancia continuamente in avanti e di lato le braccia. Questa trucco di fissare il trapezio evitando la scrollata va applicato al massimo alle alzate laterali, che rimangono, da un punto di vista anatomico-funzionale il migliore esercizio per i deltoidi.
Perciò tornate in palestra ed eseguite correttamente gli esercizi per le spalle, poi ascoltate cosa hanno da dire i vostri deltoidi: potrebbero urlarvi che finalmente hanno lavorato.

Fonte: my-personaltrainer.it

Crossfit

11 miti da sfatare sul Crossfit

Ci sono miti che circolano intorno al CrossFit, spesso alimentati dai suoi detrattori, noi abbiamo decisi di sfatarli una volta per tutte.

1. Il CrossFit è pericoloso

Uno dei più grandi miti da sfatare sul CrossFit è probabilmente quello che facendolo è probabile infortunarsi. Le persone pensano che in ogni box gli allenamenti e la qualità degli istruttori sia la stessa, quindi se qualcuno dovesse farsi male a causa di una programmazione errata o di un cattivo istruttore di uno specifico Box, la stessa cosa potrebbe capitare in tutti i Box che fanno CrossFit e che quindi di conseguenza sia pericoloso fare CrossFit. Come spiegherò più avanti nel dettaglio ogni affiliato opera indipendentemente dagli altri, questo significa che qualcuno potrebbe avere esperienze negative in qualche box affiliato. Ma quello che non si considera è che la maggior parte dei Box CrossFit cercano di lavorare seguendo alti standard di preparazione per i loro Coach e possono assicurare la corretta esecuzione dei movimenti e buoni workout in ogni loro classe. Il più delle volte gli infortuni che si verificano nel CrossFit avvengo perché gli atleti faticano a controllare il proprio Ego (e provano a fare di più delle loro possibilità). E’ importante ricordare che il CrossFit è una metodologia di allenamento e uno sport, e come tale non è esente dal rischio di infortuni. Ma anche scendendo le scale la mattina, attraversando la strada o giocando a calcio con gli amici ci si potrebbe infortunare. La verità è che la percentuale di infortuni nel CrossFit è pari a quella di qualsiasi altra disciplina più nota e considerata quindi più sicura.

2. E’ necessario avere un background sportivo per fare CrossFit

NO!! Molte persone che provengono dagli sport agonistici di vari settori sono attratte naturalmente dal CrossFit per la sfida che questo offre, ma non c’è bisogno di avere un background sportivo per iniziare a fare CrossFit. Ogni box ha membri che provengono da diversi ceti sociali e che hanno molteplici esperienze e livelli diversi di Fitness, dall’atleta agonista al sedentario incallito. Ciò che unisce queste persone con così tante differenze, è la condivisione di una passione per il fitness e per la salute, e questo non richiede prerequisiti sportivi.

3. E’ necessario essere già in forma per fare CrossFit

Così come non è necessario avere esperienza agonistica per fare CrossFit, non è neanche vero che bisogna avere già un certo livello di forma fisica per fare CrossFit. Una delle cose migliori del CrossFit è che ogni allenamento è scalabile all’infinito a seconda delle capacità dell’atleta. Non sei in grado di fare un Pull Up Strict? bene usa un elastico, ce ne sono di ogni intensità….non sei in grado di lavorare con un certo carico sul bilanciere? bene, togli qualche kg e arriva ad un livello più adatto a te. Attraverso il meccanismo della scalabilità degli esercizi c’è una possibilità quasi infinita di fornire movimenti funzionali e opzioni diverse. Tutti i livelli di clientela (giovani, anziani, sovrappeso, sottopeso, ecc ecc) saranno in grado di partecipare alle Classi e di raggiungere il proprio personale obiettivo.

4. il CrossFit non è adatto agli anziani

Un altro errore. Certo gli atleti tra i 20 e i 30 anni sono nel fiore della loro prestanza fisica, ma state sicuri che in ogni box potrete trovare membri di alto livello che sono in grado di dare del filo da torcere ai giovani anche avendo il doppio dei loro anni. Grazie alla scalabilità dei programmi di allenamento CrossFit, le esigenze specifiche degli atleti più anziani (range of motion limitato, scarsa mobility, e altri problemi di salute) possono essere tenute in considerazione e i workout possono essere modificati in modo da renderli accessibili e sicuri preservando il concetto dell’alta intensità (relativa a loro). Come ha detto il fondatore e CEO del CrossFit Greg Glassman “Fatevi impressionare dall’intensità, non dal volume”. E se volete qualche indizio in più sul fatto che il CrossFit sia adatto anche in età avanzata, considerate che i CrossFit Games sono una delle competizioni sportive che ha maggiori divisioni di età, dai teenager fino ai master +60.

5. I CrossFitter si dedicano solo al CrossFit

Si, è vero, chi fa CrossFit spesso si appassiona molto a questo sport, ma questo non significa che non siano disposti a provare altri sport che possano aiutarli a raggiungere i propri obbiettivi. Per esempio molti CrossFitter vedono nel fare Yoga regolarmente un mezzo per aumentare la loro mobility, lenire i muscoli dolenti e staccarsi dalla natura ad alta intensità tipica dei WOD. Molti CrossFitter nuoteranno, correranno e andranno in bici o come parte del loro recupero attivo o per sviluppare le capacità tecniche in queste discipline o semplicemente per divertimento. Spesso potrete vedere atleti CrossFit di alto livello dedicarsi al Powerlifting o al Weightlifting per migliorare la loro forza e potenza. Il punto è che un buon Coach vi inviterà sempre a provare tutti i diversi tipi di attività che possano servire a raggiungere i vostri obbiettivi. Per alcune persone il CrossFit è sufficiente e faranno solo quello, altre sentiranno l’esigenza di provare e integrare con differenti allenamenti, le opzioni sono li fuori e sono infinite, nessuno vi negherà di provarle.

Crossfit

6. Se inizierai a fare CrossFit , il tuo lifestyle cambierà e il CrossFit prenderà il controllo della tua vita

Sei tu che adatti il CrossFit al tuo stile di vita, sono le persone che decidono quanto vogliono lasciarsi coinvolgere e in quanto tempo vogliono ottenere i loro risultati. Alcune persone si buttano a capofitto nel CrossFit, nei loro primi sei mesi di allenamento tengono una media di 5 classi a settimana, diventano fanatici della dieta Paleo e si comprano ogni Tshirt o accessorio per fare CrossFit. Altre persone si accontentano di fare un paio di Workout a settimana, modificano solo leggermente la loro dieta e si accontentano di Woddare on il primo pantaloncino comodo che trovano nell’armadio. Le persone hanno obbiettivi diversi quando cominciano a fare CrossFit. Alcuni vogliono competere, alcuni sono solo alla ricerca di un programma che possa tenerli in forma, altri vogliono conoscere nuove persone. Indipendentemente dai vostri obbiettivi, siete voi che adattate il CrossFit intorno alle vostre esigenze, al fine di soddisfarle.

7. Tutti i Box sono uguali

Questo è un grande malinteso che va chiarito. La prima cosa che deve essere chiarita è che CrossFit HQ non apre palestre con un sistema di franchising. In realtà ogni affiliato è di proprietà e gestione totalmente indipendente. L’unica cosa che li accomuna realmente è dover pagare una tassa di licenza annuale alla CrossFit Inc. Oltre a questo ogni proprietario è libero di programmare, commercializzare, gestire il suo box come meglio crede. Questo fornisce ai proprietari e ai Coach molta liberà, ma significa anche che non troverete mai due Box CrossFit uguali. A seconda del Coaching, delle attrezzature, degli spazi, della programmazione, delle quote associative e in generale delle “vibrazioni” che potete trovare nelle classi, si possono sperimentare molteplici sfumature del CrossFit nella sua sempre crescente community. Sta a voi trovare quello che me gli si adatta ai vostri obbiettivi e al vostro stile di vita.

8. il CrossFit competitivo e il CrossFit come programma di allenamento sono la stessa cosa.

Cerchiamo di essere chiari: quello che vedete ai CrossFit Games e quello che vedete in un qualsiasi box CrossFit sono due cose completamente diverse. I CrossFit Games sono una variante sportiva del CrossFit che è stata sviluppata per far competere uno contro l’altro i migliori atleti CrossFit al mondo. Si tratta di una gara con una fase di qualificazione a 3 step che si conclude annualmente con i Games. Quelli che vedete alla fase finale sono il risultato di una selezione, e rappresentano meno dell’ 1% di tutti i partecipanti al mondo. Loro sono l’Elite, e non li troverete in tutti i box del mondo. Alcuni workout che si affrontano ai Games sono estremi e unici, e non potete neanche provarli nel vostro Box. Abbiamo visto il paddle board, il nuoto in oceano, il peg board climbing, trasportare sacchi di sabbia da una parte all’altra dello stadio, il tutto nello stesso giorno e con pochissimo riposo. I CrossFit Gamese sono uno spettacolo, puro e semplice. E sono molto diversi da tutto quello che potrete trovare in una normale classe in un box medio. Mentre in un box CrossFit lo scopo è quello di migliorare la tecnica e la salute e la qualità di vita dei membri, l’atleta dei Games è li per competere e per vincere una gara. Ci sono più differenze che somiglianze tra una classe CrossFit e i CrossFit Games

9. Come donna, se faccio CrossFit diventerò “grossa”

Ancora una volta si fa l’errore del punto precedente. Le donne guardano le atlete che gareggiano in TV e pensano che facendo CrossFit diventeranno “come loro” (io personalmente non ci vedo nulla di male a voler apparire come un atleta di elite, ma ognuno è diverso). Ma come spiega la veterana dei Games Lindsey Valenzuela, “le donne per “diventare grosse” dovrebbero allenarsi e mangiare con il preciso intento di mettere massa. io mi alleno per ore e ore al giorno per questo sport, tu probabilmente non lo stai facendo, quindi non preoccuparti di diventare come me, non succederà. E poi quali sono i tuoi ideali di bellezza? quelli che vedi su una rivista? pensi che quelle immagini siano vere? probabilmente no”

10. Non si fanno i veri pull up nel CrossFit

Si, li facciamo. I pull up strict sono un eccellente esercizio a corpo libero per sviluppare forza e resistenza muscolare e sono fatti regolarmente in tutti i programmi CrossFit proprio per questo motivo. Ora, molte persone guardano su youtube video del CrossFit in cui si eseguono molto spesso le due variati “kipping e butterfly, queste varianti utilizzano l’estensione dell’anca per generare uno slancio verso l’alto che aiuta l’atleta ad effettuare una serie di pull up molto più rapidamente e facilmente di quanto si possa fare lavorando in modo strict. molte persone giudicano i Kipping e i Butterfly full up come un abominio, la verità è che sono utilizzati nel CrossFit con uno scopo completamente diverso da quello dei pull up Strict. Mentre questi ultimi hanno lo scopo di aumentare la forza e la resistenza muscolare, le altre due varianti vengono impiegati per aggiungere intensità all’allenamento e cercare il condizionamento metabolico. Nel CrossFit si richiede agli atleti di finire il workout più rapidamente possibile per ottenere il miglior tempo o il miglior punteggio. L’utilizzo dei kipping e butterfly pull up consente proprio questo, concludere rapidamente un workout e ottenere un buon punteggio.

11. il CrossFit è una moda

Alcune persone credono che il CrossFit è solamente l’ennesimo fenomeno passeggero nel mondo del fitness, e che prima o poi perderà interesse e le persone si dedicheranno ad un nuovo allenamento, come è successo in passato per altre lezioni fitness, come l’aerobica Jazzercize o altro. Beh i numeri raccontano una storia diversa. Dal momento che è stato aperto il primo box CrossFit nel 2002, la comunità e il numero degli affiliati è cresciuto in maniera esponenziale. Al momento nel mondo ci sono circa 11000 box affiliati e ogni giorno vengono inaugurate nuove strutture. Dopo tutto da quando un fenomeno di moda passeggera sviluppa delle competizioni sportive con una sponsorizzazione così importante di brand di caratura mondiale e una copertura mediatica di questo tipo? I CrossFit Games sono sponsorizzati dalla Reebok e trasmessi da ESPN, e sono uno strumento di marketing massiccio che espone il CrossFit a tutto il mondo e le fa avvicinare ai box per provare questo allenamento, il che provoca una costante crescita dei praticanti. Numerosi business sono nati intorno al CrossFit , migliaia sono gli eventi e le gare locali che vengono organizzate ogni anno nel mondo, tutto questo non è indice di una moda passeggera.

Fonte: wodnews.it

virzoom

Il futuro del fitness potrebbe essere la cyclette VirZoom

La realtà virtuale è sempre più presente sul mercato tecnologico: il prodotto più conosciuto è sicuramente il Gear VR di Samsung, ma anche Oculus Rift non è da meno. Nessuno di voi, però, aveva mai sentito parlare di una bicicletta virtuale: ecco a voi VirZoom. VirZoom è una specie di cyclette con due caratteristiche particolare: si usa con un visore per la realtà virtuale (VR) e ha alcuni pulsanti sul manubrio.

L’obiettivo del progetto è naturalmente quello di farvi fare esercizio divertendovi ma senza muovervi dalla stanza in cui vi trovate. Il funzionamento è semplice: una volta indossato il visore, avrete una serie di giochini da scegliere, ognuno dei quali vi costringerò a pedalare per muovervi all’interno del mondo del videogioco. Per adesso i titoli non sono moltissimi, ma confidiamo che al momento del lancio (previsto nei prossimi mesi) essi saranno considerevolmente aumentati. Nonostante questo, possiamo assicurarvi che quelli presenti sono più che sufficienti per farvi sudare un bel po’.

La qualità dei videogiochi non è altissima, soprattutto perché sono intesi come arcade , quindi il rischio di annoiarsi dopo qualche tempo è concreto. Tuttavia, per 249 $ (199 $ se comprerete una delle prime 300 biciclette) possiamo accettarlo, considerato anche che è una spesa per tenersi in forma.

Fonte: tuttoandroid.net