Archivio mensile:ottobre 2015

Ragazza addominali

Allenamento addominali: i 5 errori da non commettere

Avere degli addominali scolpiti è il sogno di tanti uomini e anche di tante donne, che vorrebbero vedere il proprio uomo con la “tartaruga sulla pancia”. Per renderla felice, e per evitare che vada a cercarli da un altro, ma soprattutto per la propria salute, bisogna svolgere allenarli al meglio, gli addominali.

Oltre ad essere belli da vedere, gli addominali sviluppati rafforzano anche i muscoli della schiena. Ci sono però alcuni errori comuni che è bene evitare durante la sessione di allenamento, altrimenti si possono rischiare infortuni e, comunque, non raggiungere il risultato sperato.

Ragazza addominali

1. Fare troppe ripetizioni: fare migliaia di addominali non è un bene. È importante aumentare sempre, allenamento dopo allenamento, ma in maniera graduale. Dedicare tra i 15 ed i 30 minuti ai propri addominali al termine di una sessione in palestra o di jogging è più che sufficiente. L’importante è la costanza.

2. Non usare mai resistenze: aumentare, progressivamente, il carico sugli addominali è molto utile per far crescere il gruppo muscolare. Molto utile per lo sviluppo della zona è alternare esercizi con peso ed esercizi senza resistenze.

3. Fare sempre lo stesso esercizio: nella parete addominale le fibre muscolari si diramano in molte direzioni, e quindi è importante alternare gli esercizi: oltre al classico crunch, per esempio, piegarsi lateralmente o fare l’esercizio della “bicicletta”.

4. La dieta non è corretta: si può svolgere l’allenamento più corretto per gli addominali per mesi o anni, ma se a tavola si sbaglia la dieta, il risultato non arriverà mai. Parlare con il dietologo e, comunque, evitare i grassi o di bere alcol è la via per rendere davvero efficace l’allenamento.

5. Allenare solo gli addominali: l’organismo deve essere tutto in trazione, alternando la fase sotto pressione a quella di riposo. Solo in questo modo si otterranno addominali scolpiti. Insomma, se a parte la mezzora di addominali quotidiana non si effettuano altri esercizi e gli altri muscoli non sono stimolati, la pancia non si svilupperà come si desidera e, soprattutto, non ci si potrà mai definire “in forma”. Una corsetta e qualche flessione renderanno efficace l’allenamento.

Fonte: wellnessworld.it

I corpi muscolosi delle donne fanno paura?

Non sono molte le donne che si possono riconoscere dal volume dei bicipiti. La più famosa è sicuramente Serena Williams, 33 anni, fresca vincitrice del torneo di Wimbledon, star assoluta dello sport mondiale. «Quando vado in giro indosso maglie con le maniche lunghe per non farmi riconoscere», ha raccontato al New York Times. Un accorgimento tattico, laddove occhiali da sole e cappello, evidentemente non bastano.

Non certo il ripudio di un corpo super muscoloso, esibito con la stessa disinvoltura in canottiera e short colorati sui campi da gioco, così come in bikini o in abito da sera. «Ho delle braccia iper allenate, mi va bene così.

Serena Williams

Sono molto orgogliosa del mio fisico», chiarisce Serena, che unisce tecnica e potenza devastante grazie a un incessante body building. Ma non tutte le tenniste e non tutte le sportive appaiono così sciolte.

La tedesca Andrea Petkovic, 27 anni, classificata al 14 posto delle migliori, confessa di sentirsi a disagio quando vede le foto che la ritraggono con i muscoli in tensione: «Mi sento semplicemente non femminile. Non lo so, probabilmente è che sono consapevole di che cosa la gente potrebbe dire. È stupido, ma sono quelle insicurezze che ha ogni donna, penso. Io sicuramente le ho e non mi vergogno ad ammetterlo». Petkovic, giusto precisarlo, è alta 1,80, ha un bel viso e un profilo da modella: forse le sue preoccupazioni sono un po’ esagerate. Comunque la sua ansia è condivisa da altre icone del tennis, come la russa Maria Sharapova, 28 anni, 1,88 cm di altezza, che rifiuta esercizi intensi con i pesi.

Andrea Petkovic

Ma è davvero così? I muscoli al femminile suscitano ancora imbarazzo, disagio tra tutti noi spettatori, non importa se donne o uomini?

Forse mai come in questi giorni le atlete sono celebrate dall’America. Serena Williams, le calciatrici. Venerdì 10 luglio la squadra Usa campione del mondo di soccer femminile è sfilata nel Canyon degli Eroi, ribattezzato delle Eroine, a Broadway. Un onore che la città di New York riserva di solito ai fuoriclasse del basket o del baseball maschile. L’unico precedente risale al 1960, quando fu festeggiata la pattinatrice su ghiaccio Carol Heiss Jenkins, medaglia d’oro alle Olimpiadi. La parade dell’altro giorno è stata soprattutto una festa tra ragazze: le calciatrici sul pullman scoperto e migliaia di giovanissime assiepate lungo il percorso. Le tv hanno trasmesso in diretta l’evento e le foto sono finite, naturalmente, sulle prime pagine dei grandi quotidiani. «Le girls adesso contano di più», si leggeva su tanti cartelli disegnati a mano con i pennarelli rossi e blu. Sul bus si agitava, salutava, mandava baci quel team di corpi e di formidabili talenti, di apparenza e di sostanza.

Gambe sottili o segnate dalle sporgenze dei polpacci. Ma lungo la strada nessuno ci ha fatto caso, nessuno ha distinto. Gli americani, uomini compresi, le hanno amate tutte, così come sono. Hanno apprezzato e applaudito bellezze assolute come il portiere Hope Solo o l’attaccante Alex Morgan e hanno apprezzato nello stesso modo tutte le altre, anche chi mostrava gambe tozze, o incurvate dai quadricipiti.

Hope Solo

Le Serena Williams e le Andrea Petkovic del calcio. Non sappiamo se sia una regola universale, però l’affetto e il calore di Broadway hanno travolto le differenze, hanno spianato le insicurezze. E ha fatto particolarmente piacere vedere le ragazzine impazzire di gioia non per undici corpi, magri o muscolosi che fossero, ma per il valore individuale e collettivo di quelle persone e di quel gruppo.

Fonte: corriere.it

Addominali donne

La dieta per avere addominali scolpiti e la pancia piatta

Avere addominali scolpiti in poco tempo e pancia tonica è il sogno di tutte le donne. Con la dieta giusta e con un po’ di sport non è un’impresa impossibile: se non avete un fisico perfetto però non bisogna farne una tragedia perché ci sono dei rimedi naturali, per tornare in forma, anche in poco tempo. Quali sono questi rimedi? Ovviamente la dieta e la ginnastica. Per ottenere i risultati sperati è necessario impegnarsi molto e fare un po’ di fatica. Vediamo quindi che tipo di allenamento seguire e ovviamente quale regime alimentare è meglio preferire. Consultate un dietologo se il vostro inestetismo non è solo vincolato a un po’ di pancetta.

La dieta giusta per addominali scolpiti
I migliori effetti si ottengono incrociando dieta e sport: non pensiate che allenarvi in palestra sia sufficiente per ridare tono muscolare al vostro addome. Evitate di bere bibite gassate e alcol. Non sprecate il vostro tempo con snack e dolciumi, favorite piuttosto la frutta e la verdura. Chiaramente non dovete eliminare le proteine che sono fondamentali per trasformare la massa grassa in magra e per potenziare la muscolatura. Le proteine animali vanno alternate con quelle di origine vegetale: legumi e cereali sono di grande aiuto. No, ovviamente a cibi grassi e ipercalorici. Infine, due raccomandazioni: eliminate il vizio delle sigarette e cercate di condurre una vita regolare.

Addominali donne

Ecco un menu giornaliero perfetto per chi vuole addominali scolpiti: a colazione potrete consumare 100 ml di latte parzialmente scremato o 1 vasetto di yogurt con 1 caffè, 20 g di fette biscottate integrali e un frutto. A metà mattina un vasetto di yogurt e per pranzo 250-300 g di pollo ( o pesce al vapore), con contorno di verdure bollite condite con un filo di olio e del limone. Come merenda potete consumare due cracker di riso con 2 fette di prosciutto cotto e per cena del riso integrale con salsa di pomodoro con 250-300 g di pollo con un’insalata poco condita. Dopo l’allenamento in palestra potrete bere un frullato proteico o un po’ di ricotta con un cucchiaio di uvetta.

Come avrete capito è molto importante fare anche sport aerobico, perché questo tipo di allenamento è estremamente coinvolto nel processo di dimagrimento. Scegliete l’attività che preferite: corsa, nuoto, pugilato, bicicletta.

Potreste anche intervallare l’allenamento: 30 minuti di corsa, 30 di potenziamento muscolare e di nuovo 30 minuti di corsa. Se poi siete molto fuori allenamento, allora vi basterà camminare. 20 minuti al giorno di fitwalking (camminata a ritmo sostenuto) vi permetteranno in tre o 4 mesi di passare alla corsetta e soprattutto di smaltire il grasso addominale. Lo sport non è tutto, ma serve. Non pensiate però che facendo 10 serie da 10 tutte le sere ci siano immediati benefici. Bisogna allenarsi, ma al tempo stesso impiegare anche le forze in altre attività, come gli sport aerobici e la dieta. Ricordatevi che i muscoli addominali sono situati sotto il vostro pannicolo adiposo (grasso) e che per mostrarsi in evidenza dovete prima di tutto eliminare i rotolini. Siate costanti e datevi dei giorni fissi, soprattutto se fate ginnastica a casa. Quindi abbinate due sedute a settimana dedicate all’attività anaerobica e poi una terza seduta in cui andate a correre o in bicicletta.

Fonte: dieta.pourfemme.it

Ragazza bicipiti

10 errori da evitare nell’allenamento dei bicipiti

Il bicipite è un muscolo relativamente piccolo, anche se è forse il più importante per molti di quelli che frequentano una palestra. Allenare i bicipiti non è difficile, almeno in teoria, eppure questo muscolo viene spesso allenato in maniera non corretta, e questo porta non solo a risultati deludenti, ma anche a infortuni che possono andare da semplici strappi o contratture e incidenti piuttosto gravi ed importanti.

Quello che segue è un elenco di dieci errori da evitare se siete dei principianti (ma anche se non lo siete) e lo sviluppo muscolare, compreso quello dei bicipiti, è una delle vostre priorità. Ecco l’elenco degli errori da evitare.

1) Non allenare i bicipiti come primo gruppo muscolare, soprattutto non prima dei dorsali se in quell’allenamento (come spesso accade) questi due gruppi sono abbinati.

2) Non ‘tirare’ a freddo pesi pesanti. Ricordati sempre di riscaldare i bicipiti con almeno un paio di serie con pesi leggeri.

3) Non pensare che più sono pesanti i pesi più grossi diventeranno i bicipiti. La corretta esecuzione dell’esercizio viene sempre prima del peso usato.

4) Non esagerare con troppe serie per i bicipiti. Solitamente, soprattutto se prima dei bicipiti avete allenato i dorsali, sono sufficienti dalle 9 alle 12 serie (3 o esercizi da 3 o 4 serie ciascuno). Esagerare significa rischiare il superallenamento dei bicipiti. Il che tradotto significa: nessun progresso, anzi.

5) Non allenare i bicipiti più di due volte la settimana, o rischierai il superallenamento come al punto precedente.

Ragazza bicipiti

6) Non eseguire gli esercizi troppo rapidamente, controlla il movimento nella fase attiva, e soprattutto in quella passiva. La fase di ritorno, quella in cui il muscolo si allunga, è forse più importante di quella di contrazione.

7) Non trascurare i cosiddetti muscoli minori dell’area del bicipite, come ad esempio il brachiale anteriore. Possono essere molto importanti per conferire un aspetto più solido a tutta la parte superiore del braccio.

8) Non trascurare le macchine per i bicipiti e i cavi. È vero, la massa si costruisce con bilancieri e manubri, ma nel caso del bicipite, gruppo relativamente piccolo, anche gli esercizi guidati – se correttamente eseguiti – possono essere molto importanti.

9) Non essere testardo. Se non vedi progressi cambia allenamento, cambia tecnica, cambia esercizi. I bicipiti sono una ‘strana bestia’, con l’esperienza devi trovare l’allenamento giusto per i tuoi.

10) Non copiare gli allenamenti degli altri, quello che funziona per il tuo collega di allenamento non funzionerà necessariamente per te. Usa la testa, non solo la forza bruta.

Fonte: adversus.it

Affondi per gambe sode e tonificate

Gli affondi sono uno degli esercizi migliori da fare per rassodare e tonificare le gambe. Allenatevi anche a casa, dedicando alla stimolazione di questa parte del corpo almeno cinque minuti al giorno.

Gli affondi sono esercizi incredibilmente versatili e classificati come “esercizi accessorio”: ciò significa che possono essere facilmente inseriti in un programma di allenamento allo scopo di migliorare la resistenza muscolare, cardiovascolare o per aumentare la massa. Per quest’ultimo caso, gli affondi possono essere effettuati tenendo dei manubri lungo i fianchi, oppure posizionando il peso sulla schiena (come in uno squat con bilanciere), a seconda delle proprie preferenze.

Ci sono vari modi per effettuare affondi per gambe sode e tonificate. Per esempio:
Affondi-per-gambe-sode-e-tonificate

Affondi frontali
Sono quelli più conosciuti, i più classici. Mettetevi in piedi con le gambe unite, le punte dei piedi rivolte in avanti e le mani sui fianchi. Mantenendo il busto e la schiena fermi, con la gamba destra fate un passo in avanti ampio e piegatelo a 45°. Contemporaneamente, flettete anche il ginocchio sinistro, in modo che arrivi quasi a toccare terra. Da lì, sollevando il tallone da terra, ridatevi lo slancio per tornare alla posizione di partenza. L’esercizio deve essere concentrato sulla gamba posteriore, per rassodare i glutei. Ogni giorno fate tre serie di 10 affondi per ogni gamba.

Affondi laterali
Per variare, invece di fare un passo in avanti, fatelo laterale. Partendo dalla posizione in piedi, scendete piegando la gamba destra e allungate quella sinistra. Ritornate nella posizione iniziale e fate lo stesso con l’altra gamba. In questo modo stimolerete i glutei e gli adduttori.

Affondi inversi
Con questa variante si stimola il muscolo posteriore della coscia. Dalla posizione iniziale fate un passo indietro con la gamba destra fino a sfiorare il pavimento con il ginocchio e nello stesso momento piegate l’altra gamba. Tornate alla posizione di partenza e fate lo stesso con la sinistra.

Affondi con il bilanciere
Le stesse tipologie di esercizi possono essere svolte con un bilanciere sopra le spalle con un peso proporzionale alla propria forza.

Affondi in avanzamento
Sono degli affondi frontali, ma procedendo in avanti. Fate il passo in affondo e poi, invece di tornare alla posizione di partenza, proseguite alternando le gambe.

Affondi con i manubri
Per potenziare ancora di più questo esercizio, potete mantenere le braccia lungo i fianchi e stringendo nelle mani dei pesi, sempre in proporzione alla vostra forza.

Personalmente preferisco eseguire gli affondi in modalità “camminata” (vedi foto): si fa mettendo un piede in avanti e, applicando pressione attraverso la zona centrale del piede, si usa la gamba opposta per effettuare l’esercizio.

Un Consiglio: una postura corretta è fondamentale nell’esecuzione di qualsiasi esercizio.

Squat

Squat per tonificare ogni giorno cosce e glutei

Non rinunciare a gambe e glutei tonici: il momento di prendere in considerazione un po’ di attività fisica a casa o in palestra per mostrare con fierezza le tue forme perfette.
Lo squat è infatti uno degli esercizi più efficaci per la tonificazione e il rassodamento degli arti inferiori. Ti consente, ripetizione dopo ripetizione, di modellare le cosce e sollevare i glutei ottenendo risultati già dopo le prime settimane di allenamento.
Indossa quindi il tuo completo sportivo più comodo come me e preparati a eseguire questi semplici esercizi.

Posizione corretta

Per evitare l’infiammazione di tendini, articolazioni o della zona lombare, come prima cosa è bene imparare la corretta postura per eseguire degli efficaci esercizi di squat.
Se sei a casa munisciti di una panca o un tavolino piuttosto basso che ti aiutino a capire quando il tuo piegamento è arrivato al punto giusto ed è ora di iniziare a risalire. Se ne hai l’occasione, e se la casa lo permette, fai gli esercizi davanti a uno specchio in modo da controllare la corretta postura della schiena.
A questo punto posizionati davanti alla panca (come se dovessi sederti), divarica le gambe in modo che in piedi si trovino in linea con le spalle e, mantenendo la schiena dritta, piega le ginocchia fino a sfiorare con i glutei la panca. A quel punto risali in posizione eretta. Ripeti questo tipo di piegamenti finché i muscoli non inizieranno a “bruciare”. Riposati per un minuto e inizia una nuova ripetizione (almeno due serie al giorno).

Posizione corretta squat

Squat con i pesi

Un’altra variante molto efficace per lo squat è quella di effettuare i piegamenti tenendo in mano dei pesi. La dinamica di tonificazione apportata dagli esercizi viene infatti accentuata grazie all’utilizzo di un carico come a esempio un bilanciere, una swiss ball o dei manubri.
Per tonificare gli adduttori (i muscoli interni della coscia) puoi eseguire questa modalità di squat:

Divarica le gambe fino a portare i piedi oltre le spalle
Posiziona le punte dei piedi a 45 gradi
Tieni i manubri in mano cercando di non inarcare la schiena
Piega le ginocchia fino ad averle all’altezza dei piedi e fai in modo che le cosce siano parallele al terreno.
Una volta raggiunta questa angolazione sollevati nuovamente spingendo con i talloni.
Ripeti questo tipo di squat almeno in due serie da 10 ripetizioni e man mano che migliori aumenta il numero dei piegamenti.

Squat con i pesi

Squat con stacco

Altra variante di questo esercizio, che aiuta ulteriormente la tonificazione di cosce e glutei, è lo squat con stacco. Può essere effettuata con i manubri o a corpo libero.

Posizione eretta, gambe divaricate in linea con i fianchi e piedi dritti
Piega le ginocchia senza portarle oltre la punta dei piedi
Fai un balzo verso l’alto facendo forza con le gambe fino a stendere completamente le ginocchia
Cerca di ammortizzare l’atterraggio piegando leggermente le gambe
Per i primi tempi puoi eseguire solo due serie da 10 ripetizioni

Esistono molte varianti dello squat fra le quali puoi trovare anche gli affondi – Vedi come fare gli affondi 

Squat stacco

 

Ragazza muscoli

Bastano 2 settimane di riposo per perdere 1/3 della forza muscolare

Due settimane di inattività determinano la perdita fino ad un terzo della forza dei potenti muscoli delle gambe. E il fenomeno riguarda allo stesso modo, seppur in misura diversa, giovani e anziani. Lo dice una ricerca condotta dal Center for Healthy Aging e dal dipartimento di scienze biomediche dell’Università di Copenaghen e pubblicata sulla rivista Journal of Rehabilitation Medicine.

ANALISI SU CAMPIONE DI GIOVANI E ANZIANI: STESSI DANNI

Per valutare quanto in fretta perdiamo la massa muscolare, i ricercatori hanno studiato l’effetto dell’immobilità di una gamba sola sui muscoli di 32 soggetti, di cui 17 giovani di 23 anni e 15 anziani di 68 anni, normalmente mediamente attivi. «I nostri risultati mostrano che l’inattività influisce in modo analogo sulla forza muscolare di giovani e anziani.

Dopo quindici giorni passati con una gamba immobilizzata, i giovani perdono fino ad un terzo della loro forza iniziale, mentre i soggetti più in là con gli anni fino ad un quarto» ha spiegato uno degli autori dello studio, Andreas Vigelsoe dell’Università di Copenaghen.

«La perdita di forza fisica per il giovane equivale ad un invecchiamento di circa mezzo secolo». In pochi giorni, un adolescente può ridursi ad avere la forza fisica di un pensionato. La perdita di muscoli è più pronunciata nei giovani, che hanno comunque una maggior massa muscolare complessiva: nel corso dell’esperimento i giovani hanno perso in media 485 grammi di muscolo per gamba, gli anziani 250 grammi. Tuttavia, mettono in guardia gli autori dello studio, il fatto che l’inattività fisica sembri avere effetti meno pronunciati sugli anziani non deve farci sottovalutare l’importanza del movimento perché, pur inferiore, «la perdita di massa muscolare è più critica per loro perché è probabile abbia un maggior impatto sullo stato di salute generale e la qualità di vita» ha commentato Martin Gram ricercatore del Center for Healthy Aging di Copenaghen.

Dopo due settimane, tolto il tutore, i soggetti sono stati invitati ad allenarsi con una cyclette per 3-4 volte a settimana per sei settimane.

Ragazza muscoli

I ricercatori hanno sottoposto i soggetti a test per misurare la forza di contrazione muscolare prima e dopo il periodo di inattività e al termine dell’allenamento riabilitativo.

L’analisi delle fibre muscolari (il tipo e la quantità) e dei capillari (il cui aumento è indice di una maggior vascolarizzazione del muscolo) attraverso biopsia ha rivelato che la sola attività aerobica, pur favorendo la ripresa della forma fisica e della massa muscolare, non è sufficiente al ripristino della forza iniziale.

Per un totale recupero, insomma, è necessario procedere ad esercizi di potenziamento muscolare. «È interessante che l’inattività causi una perdita di massa muscolare così rapida – a affermato Gram – Per recuperare quanto perso è necessario, infatti, un periodo di tempo tre volte più lungo di quello speso senza muoversi».

Fonte: ecplanet.com

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Patate in padella: fanno bene o male alla linea?

La risposta dipende dal loro indice glicemico, come ci spiega il dietista. Eppure un modo dietetico di mangiare le patate c’è…
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Succulente e appetitose, le patate in padella fanno parte dei contorni più invitanti a cui è difficile rinunciare. C’è chi le mangia al posto del pane, perché di carboidrati si tratta e chi, consumandole abitualmente, si mette a posto la coscienza con il “dovere” di ingerire ogni giorno la giusta quantità di verdura. Eppure le patate sono un vegetale che potremmo definire “borderline”, perché hanno un alto contenuto di carboidrati, sotto forma di amidi (le stesse sostanze nutritive contenute nella pasta) e un’alta quantità di glucidi, cioèzuccheri. Una patata di medie dimensioni contiene circa 26 grammi di carboidrati.
Per questi motivi, le patate sono spesso escluse dalle diete, anche se nel nostro organismo si comportano un po’ come le fibre alimentari, disintossicandoci dalle scorie, seppur in misura minore rispetto agli altri ortaggi più ricchi di fibra.

Ma il motivo principale per cui – se si è a dieta – si deve fare attenzione alle patate è il loro indice glicemico, il valore cioè che indica la capacità di un cibo di innalzare il livello diglucosio nel sangue. Tanto più è alto, quanto più quel determinato cibo aumenterà la glicemia con rapidità. In una scala da 100 a 0, le patate si collocano tra i 90 e i 50. Come mai questa differenza così importante? «Dipende dal tipo di cottura, cioè dalla modalità con cui le patate vengono cucinate e soprattutto se vi viene lasciata la buccia o meno» – risponde il dietista Fabrizio Malipiero – «le patate con la buccia hanno indice glicemico basso e quindi sono più indicate per chi tiene alla linea».
Qual è l’importanza dell’indice glicemico nelle dinamiche dietetiche? «Se si mangiano cibi con indice glicemico alto, i valori della glicemia si impennano velocemente, comportando una grande energia che per motivi fisiologici chiede subito di essere consumata: dopo un piatto di carboidrati (patate comprese) ci si sente immediatamente più energici» – spiega l’esperto – «ma quest’energia consumata lascia una sorta di vuoto che deve essere subito riempito da un altro cibo a base di zuccheri: è proprio una questione di biochimica». Così, i cibi molto ricchi di carboidrati e con l’IG alto innescano un circolo vizioso che richiama altri zuccheri, che si manifesta con fame improvvisa, voglia di dolci o di cibi poco sani. Ecco perché, se si vuole perdere peso, è bene stare bassi con l’indice glicemico. Un trucco per controllarlo? «Mangiare le patate con verdura e proteine magre per abbassare l’indice glicemico. Tipo: patate, tonno e fagiolini» – suggerisce il dietista.
Per mantenere la forma fisica, non ti resta dunque che tenere a mente la
tabella dell’Indice glicemico delle patate

Fecola di patate (amido) 95
Patate al forno 95
Patate in fiocchi (istantanee) 90
Puré di patate 80
Patate bollite senza buccia 70
Patate in padella con la buccia 65
Patate cotte con la buccia (in acqua/al vapore) 60
Patate dolci 50

Fonte: donnamoderna.com

Ragazza fitness

Fitness, le 7 regole d’oro per vivere a lungo

Gli scienziati inglesi hanno studiato per dodici anni le abitudini alimentari e lo stile di vita di circa 380mila persone di 9 Paesi europei, confrontando il gruppo di volontari con la maggiore aderenza alle raccomandazioni, (già promosse dal World Cancer Research Fund e dall’American Institute for Cancer Research nel 2007), con il gruppo avente un’aderenza inferiore, in modo da potere calcolare con una certa esattezza il livello di riduzione del rischio di morte o di patologie varie derivanti dall’osservanza o meno di queste raccomandazioni.

Piccoli atti quotidiani e alcuni consigli sullo stile di vita che, se seguiti, possono, secondo i ricercatori, abbassare di diversi punti percentuali malattie cardiache, respiratorie e persino tumorali. Lo studio, pubblicato sulla rivista di settore Journal of Clinical Nutrition, ha confermato ciò che da tempo diverse ricerche continuano a sostenere: ovvero che rendere più corretto ed equilibrato il proprio regime alimentare, restando fisicamente attivi, consente di mantenere un sistema immunitario forte, di proteggersi contro tutta una serie di malattie mortali e prolungare così di diversi anni la propria vita.

Ragazza fitness

La dottoressa Teresa Norat, esperta dell’Imperial College di Londra e prima autrice della ricerca, ritiene siano necessari ulteriori studi che indaghino su più ampie fasce di popolazioni e differenti etnie per confermare i risultati. “Le nuove analisi potrebbero, infatti, produrre dati ancora più positivi alla luce del fatto che, per ragioni strettamente tecniche, questo studio si è limitato a prendere in considerazione 7 delle 10 raccomandazioni degli esperti e, in realtà, la riduzione del rischio potrebbe essere stata sottostimata rispetto a quanto ottenibile seguendo anche le ultime tre regole del decalogo iniziale: limitare il consumo di sale; non affidarsi agli integratori per prevenire il cancro; seguire le regole di una corretta prevenzione dei tumori dopo averne sconfitto uno. Particolare che non si sia preso mai in considerazione il tabagismo. Sta di fatto che questo ampio studio europeo è il primo a mostrare che vi è una forte correlazione tra il seguire i consigli degli esperti e un ridotto rischio di morire di cancro, malattie circolatorie e malattie respiratorie”.

Le 7 regole d’oro — Secondo la dottoressa i principali punti su cui agire per mantenersi in buona salute sono mantenere il peso nella norma, fare attività fisica per almeno 30 minuti al giorno, consumare soprattutto cibi di origine vegetale. Ma vediamo insieme le 7 regole stilate dagli scienziati inglesi che, seguendole scrupolosamente, riducono del 50% la probabilità di morire a causa di una malattia respiratoria, del 44% di essere vittima di una patologia cardiovascolare e del 20% quella di avere a che fare con una forma mortale di cancro.

1) essere, per quanto possibile, in forma senza arrivare al sottopeso. Già da sola questa regola riduce la probabilità di decesso del 22%;

2) praticare attività fisica di tipo aerobico per almeno 30 minuti (meglio 40) ogni giorno;

3) limitare il consumo di alimenti ad alta densità energetica, ovvero, bevande zuccherate e cibi con un elevato contenuto di grassi o zuccheri aggiunti;

4) consumare cibi ricchi di fibre come ortaggi, frutta, cereali di tipo integrale e legumi. Consigliabili cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, per quanto concerne i cereali integrali è bene consumarli a ogni pasto. Una abitudine in grado di ridurre il rischio di mortalità del 21%;

5) ridurre il consumo di carni rosse, agnello e maiale, nonché quelle lavorate come i salumi, non superando la dose di 500 grammi di peso cotto alla settimana;

6) moderare l’uso di bevande alcoliche: al giorno un massimo di due bicchieri per gli uomini e uno per le donne;

7) le neomamme dovrebbero allattare al seno in modo esclusivo fino almeno ai sei mesi. Quest’ultimo punto, in base alle ultime ricerche condotte a livello europeo e internazionale, sembrerebbe essere considerato tra i più importanti per la salute cardiovascolare delle donne, con una riduzione del 17%, e per la prevenzione del cancro al seno, ridotta del 10%.

Riassumendo, questo è il primo studio che dimostra come dei piccoli cambiamenti al proprio stile di vita possano produrre grandi cambiamenti nella qualità e nell’aspettativa di vita.

Fonte: gazzetta.it

Donne e spinning

Donne e spinning: il piacere può essere doppio

Tra una pedalata in cyclette e quattro salti sul tapis roulant, oltre alla felicità di perdere qualche chilo, si può anche arrivare l’orgasmo. Già, pare proprio sia così. E il fenomeno è stato scientificamente provato.

LA RICERCA AMERICANA
Ad analizzare questo comportamento, riferito già nel 1953 da Alfred Kinsey nel suo Rapporto sul comportamento sessuale della donna, è stato un team di ricercatori dell’università dell’Indiana (Stati Uniti), che ha condotto un sondaggio online su un campione di 370 donne. La scoperta? Sorprendente: il piacere fisico da allenamento rappresenta un fenomeno diffuso tra il gentil sesso di ogni età. Lo studio, pubblicato sulla rivista Sexual and Relationship Therapy, ha fatto emergere che il piacere fisico in palestra sarebbe collegato per lo più a esercizi di base per i muscoli addominali.

UN ORGASMO CON LO SPINNING
«Gli esercizi più comuni associati con l’orgasmo», ha riferito Debby Herbenick, coordinatrice della ricerca, «sono quelli addominali, la pertica o la corda, la bicicletta, lo spinning e il sollevamento pesi». Delle 370 intervistate (di età compresa tra i 18 e i 63 anni), 124 hanno ammesso di aver provato un orgasmo mentre praticavano esercizi fisici; le altre 246 hanno comunque riferito di qualche forma di piacere sessuale.

Donne e spinning

ANCHE LO YOGA AIUTA IL PIACERE
Il 51,4% ha sperimentato l’orgasmo durante gli esercizi per rinforzare i muscoli addominali, il 26,5% durante esercizi di sollevamento pesi, il 20% con lo yoga, il 15,8% con esercizi di cyclette mentre il 13,2% con la corsa e il 9,6% con le camminate e l’escursionismo.
Una buona ragione per abbandonare la pigrizia e correre in palestra, sì oltre alle solite motivazioni del restare in forma o del perdere peso.

Fonte: sesso.letteradonna.it