Archivio mensile:agosto 2015

I-benefici-della-Zumba

I benefici della Zumba

Avete mai sentito parlare di Zumba? Sicuramente sì, avrete sentito il nome di quest’attività e per lo meno saprete cos’è. Ciò che forse non sapete è perché tante persone decidono di praticarla e quali benefici ha sul corpo se svolta regolarmente.

Questa disciplina è diventata famosa negli ultimi anni e si è trasformata in un modo divertente per fare attività fisica e per perdere peso. Se non sapete ancora di cosa si tratta e quali sono i suoi benefici, non perdetevi le informazioni che vi forniamo di seguito.

Cos’è la Zumba?

La Zumba è un mix di ritmi latini come la salsa, il merengue, il flamenco e la bachata, che combina il divertimento, l’attività fisica e il ballo, per creare un’attività diversa, che vi mantenga in forma e che vi faccia perdere peso.

Si tratta di una disciplina fitness, pensata per qualsiasi tipo di persona, poiché può essere praticata da grandi e piccoli, uomini o donne.

Le persone che vogliono esercitarsi praticando questa attività non hanno bisogno di una particolare preparazione fisica o di molta forza. Serve solo coordinazione per poter seguire i movimenti.
Praticare frequentemente zumba può aiutare a ridurre notevolmente il grasso corporeo, rendendo visibili i primi risultati fin dal primo mese di attività.

La cosa migliore è che, oltre a bruciare calorie, questa disciplina aiuta a far lavorare tutto il corpo, migliorando l’equilibrio, il ritmo e la coordinazione e tonificando le gambe, le braccia e l’addome.

Volete conoscerne tutti i benefici?

Benefici del praticare zumba

Come qualsiasi altra attività basata sull’esercizio aerobico, i benefici che la zumba apporta al nostro corpo sono davvero numerosi.

Tenendo conto che si tratta di una forma divertente e differente di esercitarsi, molte campagne sulla sensibilizzazione contro il sovrappeso e l’obesità hanno trasformato quest’attività nel miglior alleato per invitare ed invogliare le persone a praticare più attività fisica.

Brucia le calorie

Combinando diversi tipi di movimenti e facendo lavorare tutto il corpo, ogni sessione di zumba può aiutarvi a bruciare fino ad 800 calorie. Ovviamente la quantità varia a seconda della durata di ogni sessione e dalla velocità del metabolismo di ogni individuo.

In ogni caso, sessioni quotidiane vi permetteranno di perdere peso in poco tempo.

Tonifica il corpo
Il ritmo della musica e i movimenti del corpo quando si pratica esercizio aerobico aiutano a modellare e tonificare, poiché rinforzano le braccia, le gambe, i glutei e gli addominali.

È divertente

Uno degli obbiettivi della zumba è quello di farvi divertire, affinché riusciate a praticare quotidianamente quest’attività e raggiungiate i vostri obbiettivi. Questo modo di esercitarsi cambierà completamente la vostra idea di fare sport e vi apporterà i benefici del praticare esercizio fisico divertendovi, grazie al ballo.

Migliora lo stato d’animo

Come succede quando si pratica la maggior parte degli esercizi, grazie alla zumba si liberano endorfine, gli ormoni della felicità e dell’autostima. I ritmi vivaci che esigono coordinazione vi aiuteranno ad eliminare le energie negative e, al finalizzare ogni sessione, avvertirete una sensazione di benessere.

Combatte lo stress
I movimenti del ballo, il ritmo delle canzoni e gli esercizi aerobici aiutano a liberare ormoni del buon umore e combattono quelli responsabili dello stress. Praticare zumba dopo una giornata intensa e stressante vi aiuterà a rilassarvi e a migliorare la vostra salute emotiva.

Diminuisce la produzione di acido lattico

L’accumulo di acido lattico è il responsabile del dolore ai muscoli dopo essersi esercitati. Grazie alla zumba, direte addio a questo tipo di dolori, dato che praticare quest’attività diminuisce la produzione di acido lattico.

È adatto per persone di qualsiasi età
Persone di qualsiasi età possono praticare questa divertente attività. Infatti, ci sono routine di esercizi pensate apposta in base alle differenti fasce di età e alle condizioni fisiche di ogni individuo.

I risultati sono sorprendenti

Se sarete costanti nella pratica di questa disciplina, eviterete e combatterete il sovrappeso e l’obesità. Come se non bastasse, i risultati saranno evidenti in pochissimo tempo e questo sarà un ottimo motivo per non abbandonare la pratica di questa attività.

Aiuta a socializzare

Praticare zumba vi darà la possibilità di conoscere nuove persone e di farvi nuovi amici. Nella maggior parte delle città si fanno sessioni con gruppi di 10 o più persone che seguono l’istruttore. Tuttavia, nel caso in cui abbiate a vostra disposizione poco tempo, potrete praticare zumba direttamente a casa vostra!

Fonte: viverepiusani.com

Palestra dopo le vacanze

Ritornare in palestra dopo le vacanze

Dopo la più o meno lunga pausa estiva si rientra in città e, con il lavoro e la routine quotidiana, si riprendono anche le sani abitudini: un’alimentazione più regolare e il solito appuntamento con la palestra. Ovviamente, per chi si è dedicato anche durante l’estate all’attività fisica, l’impatto con l’allenamento sarà meno duro, ma dovrà comunque riprendere l’attività fisica con gradualità. In questo modo, si inizia con il piede giusto, con una sessione di allenamento efficace e senza rischi di infortuni. Ecco qualche consiglio per ritornare in palestra, e in forma, dopo le vacanze.

La fine dell’estate coincide con l’inizio dei buoni propositi. Se durante l’estate, complice anche l’atmosfera di relax, si è privilegiato il riposo, utile anch’esso a chi si allena tutto l’anno per rigenerare il fisico, o ci si è dedicati a qualche sport da spiaggia, Settembre è il mese giusto per iniziare a praticare attività fisica.

Chi vuole andare in palestra per la prima volta deve prestare attenzione all’offerta delle attività, puntando su una struttura che proponga una buona varietà di corsi, senza dimenticare la qualità. Istruttori certificati e preparati sono un fattore fondamentale per ottenere i risultati sperati oltre, naturalmente, al proprio impegno ed alla volontà. E’ a loro, infatti, che ci si deve rivolgere per avere consigli sul tipo di attività più adatta alle proprie esigenze.

Palestra dopo le vacanzePer chi ritorna in palestra, invece, il consiglio è sempre quello di evitare il fai da te e rivolgersi al proprio trainer per avere consigli su come programmare il proprio allenamento. Si possono riprendere le attività che si praticavano l’anno prima, ma anche provare le novità che solitamente vengono introdotte proprio tra Settembre e Ottobre. Sono assolutamente da evitare allenamenti troppo intensi sperando di recuperare la pausa estiva: non solo si crea un maggiore stress a muscoli, articolazioni ed all’organismo, innalzando i livelli di cortisolo, contrastando così anche il processo di dimagrimento, ma si rischia di incorrere in infortuni poichè non si da all’organismo il giusto tempo per abituarsi. I primi tempi, quindi, un allenamento frazionato in 3 volte settimanali può essere un’ottima soluzione per riprendere gradualmente il ritmo.

Ovviamente, non bisogna dimenticare l’alimentazione: se in estate ci si è concessi qualche extra, con il rientro si può seguire una blanda dieta detox e seguire poi un regime alimentare adeguato che privilegi farine, cereali prodotti integrali, proteine, frutta e verdura, ma anche semi oleosi, ricchi di omega 3.

L’importante, qualunque attività si scelga, è di non cedere alle scuse più comuni per non praticare fitness.

Fonte: ilfitness.com

Infortuni

Ossa e muscoli fanno crac, ogni estate in 300mila finiscono al pronto soccorso

Estate tempo di sport e traumi sportivi. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità sono 300mila l’anno gli infortuni sportivi nei mesi estivi che necessitano di cure mediche, complice la voglia di movimento ‘accesa’ dalle giornate lunghe, il tempo libero, la voglia di riparare i danni dell’inattività invernale e l’offerta di hotel, villaggi vacanze e campi estivi. In tanti, così, senza alcuna preparazione si cimentano in attività.

E così si va incontro a fratture, ma anche a “traumi alle articolazioni e muscolari, stiramenti, contratture sino alla rottura dei tendini. I distretti più frequentemente coinvolti sono la spalla per il 40% dei casi, il ginocchio nel 25%, poi schiena, gomiti e mani nel 20% e il 15% altre parti. Incidenti in agguato che hanno molteplici cause: gli sport estivi sono numerosissimi e le persone si cimentano senza una adeguata preparazione”, dice Andrea Grasso, specialista in ortopedia e responsabile del Trauma sport center della Casa di cura Villa Valeria.

E c’è chi affronta “pratiche pericolose come i tuffi, le cadute da biciclette, mountain bike e motociclette che sono i killer delle ginocchia. Nel beach volley invece sono frequenti le rotture tendinee a causa delle cadute sulla sabbia”, avverte Grasso. Particolarmente a rischio gli sport d’acqua: “Surf, moto d’acqua e sci nautico, spesso proposti nei villaggi vacanze, sono sport a rischio trauma. A farne le spese la spalla che spesso necessita di un approccio chirurgico, mentre il tennis deve essere praticato con cautela negli over 60 che rischiano di ‘vincere’ dolorose borsiti ed epicondiliti. Il ciclismo è probabilmente lo sport più diffuso al mondo, e talora si tende a sottovalutare la propria preparazione o i rischi: le biciclette che hanno il pedale che blocca il piede sono quelle che spesso determinano la rottura della clavicola e traumi degli arti superiori e la rottura dei tendini perché il ciclista ‘atterra’ con tutto il corpo, non riuscendo ad attutire l’impatto col terreno”.

Ci sono poi traumi gravissimi: i tuffi mantengono il primato dei traumi spinali con esiti cronici e disabilità, ma anche quelli dal trampolino possono determinare seri traumi della spalla. Anche attività apparentemente innocue possono essere insidiose: per il jogging non basta acquistare un paio di scarpe da corsa (la gente corre spesso con scarpe di ogni tipo, spesso inadatte), ma andrebbe considerato il terreno dove si svolgerà l’attività: una cosa è la pista di atletica o la ciclabile, un’altra la campagna o la sabbia. Il risultato di una scarpa inappropriata sono microtraumi che spesso danno problemi nel medio termine, ad esempio quando in autunno il soggetto inizia a soffrire di fasciti e lombalgie, dovute a un’attività intensa.

Per limitare questi rischi, consiglia l’esperto, oltre all’acquisto di scarpe adatte serve scaldare i muscoli prima dell’attività con almeno 15 minuti di stretching ed eseguire un defaticamento alla fine, ma “lo fanno veramente in pochi. Questo per evitare che il muscolo rimanga contratto e possa andare incontro a strappi. Le cicatrici che si creano nei muscoli, infatti, non provocano solo dolore ma predispongono a lesioni successive. Particolare attenzione va posta alle fratture articolari delle ossa corte come la testa dell’omero: sappiamo infatti che questo tipo di traumi porta ad una forma di artrosi, quindi spieghiamo agli atleti che si rivolgono alle nostre strutture ad esempio per conseguire l’idoneità sportiva che non sempre l’organismo torna alla situazione iniziale, ma che alcuni esiti sono a lungo termine e necessitano di una fase di riabilitazione per evitare complicanze future”, prosegue Grasso.

I bambini paradossalmente sono quelli che rischiano meno: le loro ossa e le articolazioni sono ancora estremamente elastiche e assorbono meglio i traumi, ma va fatta grande attenzione agli sport da contatto come il rugby, e ai tuffi in zone di acqua bassa. Sport come la pallavolo e il basket, invece, hanno come target le mani. Cionondimeno, su 38 milioni di bambini e ragazzi americani che fanno sport, si contano 2,6 milioni di accessi al pronto soccorso ogni anno. Meno rischi per chi fa sport tutto l’anno. “Di certo un soggetto allenato assorbe meglio eventuali urti e cadute e quindi l’esito può essere meno grave, ma nessuno è al riparo specialmente se si scelgono attività ad alto impatto muscolare e articolare”, spiega il medico. “Anche gli agonisti e i professionisti sono soggetti ad infortuni ed è per questo che abbiamo sviluppato un vero e proprio Trauma center nella nostra struttura”.

Fonte:  adnkronos.com

Correre in spiaggia

Corsa Allenamento: I benefici della corsa in spiaggia

Correre in spiaggia è uno degli allenamenti più ” redditizi “ed affascinanti al fine di migliorare la propria forma fisica e svuotare la mente dai pensieri di tutti i giorni. In questo periodo sicuramente molti di voi avranno già programmato, oppure staranno programmando le proprie vacanze al mare…pensando:

…appena arrivo nella località vado a correre in spiaggia…”…..” quando sarò in vacanza andrò a correre tutte le mattine in spiaggia

Come già detto la corsa sulla sabbia ( meglio la sabbia che non il bagnasciuga che spesso è in pendenza e può avere delle controindicazione che vedremo più avanti ) è uno degli allenamenti più proficui anche per migliorare la propria forma fisica, e lo è ancora di più se nel tratto di corsa riusciamo anche ad inserire delle dune di sabbia. La corsa sulla spiaggia richiede un elevato impegno muscolare ed è molto utile per migliorare la proprie caratteristiche propriocettive, quindi e molto allenante da tutti i punti di vista e lo è ancora di più se nella seduta di allenamento in spiaggia riusciamo ad inserire anche della ripetute, magari anche senza orologio ma solo ascoltando il proprio corpo e quindi calibrando la durata delle ripetute, o variazioni di ritmo che dir si voglia, a seconda delle proprie sensazioni, ascoltando il corpo, variando l’intensità a seconda della percezione cardiaca che si ha, senza l’obbligo di guardare il cardiofrequenzimetro e fissarsi su tempi precisi….tutto questo ci aiuterà anche a liberare la mente.

Correre in spiaggiaMa attenzione perché bisogna stare molto attenti: la corsa sulla sabbia mette a dura prova le articolazioni che, normalmente , non sono abituate al tipo di appoggio che si ha sulla sabbia e che è molto diverso da quello su asfalto o sterrato in terra battuta. Quindi prima di andare a correre sulla sabbia è consigliabile fare un buon riscaldamento di almeno 15′ su asfalto, poi spostarsi sulla sabbia e fare molta attenzione per i primi 10′, per dar modo alla muscolatura di abituarsi alla corsa su sabbia evitando così stiramenti o, peggio ancora , strappi muscolari. Fatto questo si possono dedicare 30′ alla qualità dell’allenamento facendo quello che abbiamo detto prima: ripetute o variazioni di ritmo a sensazione, cercando di forzare l’allenamento gradualmente, senza partire subito a tutta birra, ma magari facendo la prima variazione senza arrivare al massimo, recuperare, fare un’altra variazione un poco più intensa della prima, recuperare e così via fino a fare quella che sarà l’ultima variazione dando il massimo. A questo punto inizia la fase di recupero che dovrà essere il doppio di quanto è durato l’allenamento di qualità dedicando gli ultimi 10′ al recupero dei giusti assetti di corsa che correndo sulla sabbia cambiano, quindi è consigliabile correre gli ultimi 10′ su asfalto o fondo sterrato ben battuto.. Come dicevamo prima, è preferibile correre sulla sabbia asciutta e non sul bagnasciuga perché l’inclinazione di quest’ultimo ci obbligherebbe a correre ” fuori asse ” creando anche, a lungo andare, dei seri problemi di postura.

Chiaramente la corsa sulla sabbia è sconsigliata per chi ha già problemi alle articolazioni in quanto la stessa non farebbe altro che peggiorare la situazione. Non dimenticate mai l’importanza della visita medico-sportiva prima di cimentarvi in allenamenti di qualsiasi genere: aver fatto la visita, sapere che non si hanno problemi di nessun genere vi aiuterà ad allenarvi in modo tranquillo.

Fonte: corrintoscana.myblog.it

Ragazza Fitness

Fitness: i benefici dell’esercizio quotidiano

Parlando di fitness, possiamo confermare che sono numerosi i benefici che può portare l’esercizio quotidiano. A dirlo non sono solo fior fiore di esperti, ma anche le testimonianze di chi l’ha provato sulla propria pelle. Quindi se siete tendenzialmente pigre e continuate a rimandare i buoni propositi di mettervi “al lavoro”, vi consigliamo di uscire dal torpore e darvi da fare. Ecco quali sono i benefici (anche inaspettati) che può portare una bella dose di fitness quotidiano.

  • Migliora la luminosità della pelle. L’esercizio fisico comporta l’aumento delle nostre frequenze cardiache e anche del flusso del sangue, che trasporta vitamine, minerali e soprattutto ossigeno anche ai capillari sottopelle. Il risultato? La vostra cute diventerà ancora più luminosa e giovane.
  • Sfida la gravità. Sì, parliamo di quella gravità che tiriamo in ballo ogni volta che vediamo parti del nostro corpo e della nostra pelle iniziare a cedere. Ebbene, fare fitness aiuta ad evitare o almeno a rallentare questo processo, oltre a far scattare un meccanismo che aumenta l’elasticità della pelle. Favorisce infatti il movimento del sistema linfatico (responsabile anche di buona parte del nostro sistema immunitario) e questo aiuta anche a purificare la pelle dall’interno verso l’esterno.
  • Favorisce la crescita dei capelli. Vi sembrerà bizzarro, ma è la realtà: l’esercizio fisico, infatti, stimola la circolazione e questo significa che va a stimolare anche i follicoli dei capelli favorendone la crescita.
  • Aiuta ad eliminare le tossine. Quando si fa ginnastica si suda e la cosa, lo sappiamo, può anche dare fastidio. Un consiglio: non lamentatevi troppo, perché più si suda e maggiori sono gli effetti benefici sul nostro corpo dato che così vengono eliminate le tossine.
  • Combatte lo stress. Uno dei grandi nemici della nostra salute è indubbiamente lo stress che, tra le varie cose, accelera anche il processo di invecchiamento. Il fitness, invece, aiuta a buttare fuori tutte le tensioni accumulate e crea quelle endorfine che fanno stare meglio e essere anche più belle e raggianti.

Fonte: diredonna.it

 

Pole dancer

Quella ginnastica masochista che si chiama Pole Dance

Il successo è innegabile. Da Roma a Milano le ragazze (e non solo loro) invece di fare la solita aerobica si arrampicano su un palo scivoloso per esibirsi in coreografie improbabili. I muscoli si tonificano, dicono, e poi è divertente.

“Dai vieni anche tu, devi provare almeno una volta” ha insistito per mesi la tata inglese dei miei figli mostrandomi orgogliosa la collezione di lividi che aveva accumulato sul corpo praticando questo strano sport. E siccome sono curiosa di natura alla fine ho ceduto.

La prima sorpresa, vi metto sull’avviso, è che per praticare la pole dance bisogna indossare delle scarpe con i tacchi alti. Una scelta dissennata per la salute della schiena che si trova così in permanente stato di iperlordosi. La seconda è che non ci si può coprire le gambe altrimenti si scivola inesorabilmente sul palo. Quindi l’abbigliamento è succinto per forza di cose. Ma la cosa peggiore è quella specie di borotalco che bisogna spalmarsi sulle mani per fare presa sulla pertica (che comunque va pulita per bene prima di cominciare per togliere il sudore di chi vi ha preceduto, altrimenti si scivola lo stesso).

Il luogo è il Milan Pole Dance Studio in via Col di Lana sui Navigli modaioli dove per un’ora di lezione si pagano la bellezza di 23 euro e le classi sono sempre strapiene. L’insegnante è francese, si chiama Marion, ha le mani che sembrano quelle di un taglialegna per dell’allenamento continuo ma lei me le mostra orgogliosa così come i lividi che definisce i “baci della danza”. Si inizia con un riscaldamento abbastanza tradizionale se non fosse per tacchi che rendono tutto più difficile. Poi per una mezz’ora ci si arrampica sulla pertica, ognuno secondo le sue possibilità.

Le più brave vanno in alto e si mettono a testa in giù. Le principianti si limitano a una coreografia semplificata. L’obiettivo è rimanere attaccate al palo solo con il bacino mentre il corpo e le gambe si buttano in fuori. La sensazione è quella di essere su una giostra perché la pertica gira insieme a te e se non la controlli rischi anche l’incidente. Marion mi incoraggia, dice che sono bravissima e lancia dei gridolini di approvazione: “Bravo, bravo”.

Dicono che la pole dance aumenti la sensualità, renda più femminili e migliori persino la vita di coppia. Sarà ma io durante la lezione mi sono sentita soltanto goffa e ridicola. Unico punto a favore: per i due giorni a seguire mi hanno fatto male muscoli che non pensavo di avere.

Ora le fautrici di questa disciplina che, non dimentichiamolo, è nata nei club di spogliarello, vogliono farne uno sport olimpico e hanno lanciato una petizione sul web . Le firme sono quasi 6mila ma il comitato olimpico internazionale per ora non si è pronunciato.

Io, dal canto mio, vi dico: ragazze non ci cascate, non siate masochiste. E se proprio dovete arrampicarvi fatelo su un albero.

Fonte: corriere.it

Acqua

Acqua: una bibita eccellente

AcquaL’acqua è il costituente quantitativamente più rilevante dell’organismo ed è noto che senz’acqua si può vivere solo per pochi giorni. Nell’adulto una perdita di due litri di acqua porta astenia ed inefficienza; una perdita di quattro litri comporta disabilità, un deficit di otto è letale. La sensazione di sete è un fattore fondamentale al mantenimento dell’omeostasi idrica perché, l’introduzione di acqua come conseguenza dello stimolo, mantiene in positivo il bilancio idrico; ignorare questa sensazione è dannoso e pericoloso.
L’attività sportiva determina una maggiore spesa energetica ed una perdita di acqua sotto forma di sudore, di conseguenza il fabbisogno di liquidi è maggiore e la quota idrica della dieta rappresenta un elemento essenziale per produrre uno stato di idratazione ottimale, per sostenere la prestazione atletica e accelerare la fase di recupero.

Molto importante per l’atleta è l’adeguata assunzione di liquidi che deve essere opportunamente distribuita durante la gara o l’allenamento; l’idonea assunzione di liquidi ha lo scopo di conservare buone capacità di termoregolazione e di impedire la disidratazione dell’organismo nel corso di sforzi prolungati. Infatti, durante una generica prestazione sportiva si assiste ad una perdita d’acqua molto superiore al 2% del peso corporeo, perdita che va ad influenzare la prestazione sportiva, mediante diversi meccanismi di adattamento:

  • comparsa di stress cardiaco e vascolare da riduzione del volume plasmatico;
  • aumento del battito cardiaco (tachicardia) e della temperatura corporea (vampate di calore, crampi, emicrania, debolezza fino al collasso cardio-circolatorio);
  • comparsa di sintomatologia debilitante generale quale sconforto, fatica, apatia, depressione,
  • impossibilità a sostenere lo sforzo per lunghi periodi di tempo.

La stima reale del fabbisogno di acqua è però molto difficile, soprattutto perché le perdite definite “insensibili” (dovute cioè all’evaporazione attraverso cute e polmoni) possono variare notevolmente Queste perdite, infatti, possono rappresentare il 50% dell’eliminazione totale, soprattutto in particolari situazioni climatiche.

La perdita di liquidi aumenta in ambienti con umidità molto elevata, infatti l’organismo sotto sforzo fatica a mantenere costante la temperatura corporea, eliminando così una maggior quantità di liquidi, rispetto a quella che eliminerebbe in ambiente secco. Quando l’umidità è elevata l’organismo deve perdere molta più acqua per cedere all’ambiente il calore corporeo. La perdita idrica va quindi compensata con equivalenti volumi di liquidi ed è consigliabile prevenirla assumendo acqua prima e durante l’allenamento o la competizione; in caso contrario, per rimediare ad una intervenuta disidratazione sono necessarie parecchie ore. Ogni millilitro d’acqua che evapora comporta la dispersione di 0,58 kcal; tuttavia, è bene ricordare che sudare non determina dispendio energetico (non fa dimagrire) e che solo l’acqua effettivamente evaporata produce una riduzione della temperatura corporea.

Viceversa, quella che rimane negli indumenti rimossi, o sgocciola, oppure è allontanata meccanicamente dalla superficie cutanea, ad es. con gli asciugamani, non produce effetti favorevoli sulla termodispersione, ma determina solo un’ulteriore perdita d’acqua, in grado di aggravare lo stato di disidratazione dell’organismo. Tra tutti i liquidi da ingerire, quello che merita il primo posto e resta l’unico, indispensabile è l’acqua; durante lo sforzo, o prima di esso, si può però ricorrere a soluzioni saline disponibili in commercio, purché opportunamente formulate.

Fonte: my-personaltrainer.it